Il ritorno alla passeggiata nei parchi e nelle aree verdi è materia sul tavolo dei sindaci della provincia. Uno dei pochi allentamenti concessi dal nuovo Dpcm in vigore dal 4 maggio, per spostarsi al di fuori del lavoro. E dopo 50 giorni chiusi in casa, i cittadini potrebbero, per così dire, approfittarne. Come affrontare i rischi? Devono pensarci i sindaci. E c'è fibrillazione su gestire la situazione. Il Dpcm è chiaro: «L'accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto» delle regole, ovvero il divieto di assembramento di persone e «il mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale di un metro». Questo il succo. E se un Comune non potrà garantirlo potrà sempre «disporre la temporanea chiusura» di queste aree. Tra fiducia e prudenza, ecco come sono orientati i sindaci.

Fondi non molla
Il Comune uscito da poco tempo da un lockdown totale sta cominciando a vedere i risultati. I contagi frenano, si comincia con un'apertura temporanea del cimitero ma solo dalle 8 alle 12.30 e nei giorni di martedì 28 e giovedì 30 Aprile e sabato 2 Maggio. E soltanto per un numero di 40 persone contemporaneamente, file a distanza di un metro e uso dei dispositivi di sicurezza. «Adotteremo una linea molto prudente» dice il sindaco Maschietto. «Sonderemo il terreno, ma siamo tendenzialmente orientati a non aprire i parchi fino al 17 maggio. Non possiamo permetterci errori».