Preparandosi a ritrovare parenti e affetti più stretti in vista dell'inizio della Fase 2, un numero sempre maggiore di cittadini si sta informando sulla possibilità di effettuare il test sierologico per la diagnosi di Covid-19. Alla luce del complesso e restrittivo iter necessario per poter svolgere un tampone infatti, quella del test sembra essere l'unica soluzione accessibile per scoprire se si è contratto il virus e si è acquisita l'immunità.

Dopo il via libera da parte della Regione Lazio, anche i principali laboratori privati della città di Latina si sono organizzati per poter offrire questo servizio a tutti i cittadini che ne facciano volontariamente richiesta.
Non mancano tuttavia le difficoltà incontrate da molti centri di analisi privati per ottenere il materiale ed i kit necessari per svolgere i test. «Abbiamo effettuato l'ordine di tutto l'occorrente per i test - spiega Alfredo Soccorsi, titolare del laboratorio Geas di Latina - ma tra blocchi e controlli alle dogane stiamo incontrando ritardi. Adesso sembra che la situazione si stia sbloccando e contiamo di essere pronti ed operativi entro il fine settimana».

Ma se nel corso dei prossimi giorni sarà possibile svolgere i test nella gran parte dei laboratori privati della città come il Medical Pontino di via Custoza, i centri che sono già riusciti ad ottenere i kit assicurano che c'è stato fin da subito un forte interesse da parte dei cittadini, che in numero sempre maggiore richiedono informazioni o prenotano l'esame.

A sostenerlo è il dottor Umberto Redi del Gruppo Redi Medica, laboratorio che da qualche giorno ha iniziato ad eseguire i primi test sui pazienti. «Stiamo riscontrando grande sensibilità da parte delle persone e sempre più interesse verso questi test. Per eseguirli prendiamo alla lettera le direttive della Regione e poniamo in essere tutte le misure di sicurezza necessarie: abbiamo adibito una stanza apposita per questo esame, i pazienti entrano uno alla volta e sempre con la mascherina ed abbiamo installato una struttura in plexiglass che si frapponga tra il paziente ed il prelevatore. Una volta ottenuto il referto, al paziente viene consegnato anche un allegato che spiega il senso di questo esame e come deve essere letto e interpretato.

Nello specifico, nel nostro laboratorio eseguiamo il test sierologico e vi affianchiamo l'esame del dosaggio della PCR ad alta sensibilità, per fornire al paziente un quadro più completo, perché con questo esame siamo in grado di rilevare la presenza di uno stato infiammatorio».
I kit necessari per svolgere i test provengono in gran parte dalla Cina, che per prima si è mossa per la loro produzione, ma anche dagli Usa, dalla Germania e dalla Svizzera.