I tempi del processo potrebbero essere più veloci del previsto. L'inchiesta «Certificato pazzo», che aveva portato alla scoperta di un giro di corruzione con certificati medici falsi, relativa alle posizioni di chi era stato colpito da una misura cautelare, è al giro di boa. Dopo che il Tribunale del Riesame si era pronunciato mantenendo quasi per tutti inalterata l'intelaiatura accusatoria, la Procura punta sul giudizio immediato, una strada processuale prevista dal codice quando c'è l'evidenza della prova.

E' questo l'ultimo scenario di una indagine condotta dai carabinieri del Nas di Latina che aveva portato in uno studio medico a Fondi che era diventato una fabbrica di certificati facili come è emerso in fase di indagini e grazie anche a intercettazioni telefoniche e ambientali.  Nelle scorse settimane intanto ha lasciato il carcere e ha ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari il dottor Antonio Quadrino, difeso dagli avvocati Oreste Palmieri e Mattia Aprea. Per lui e altre persone che erano state colpite dalla misura restrittiva, la strada processuale potrebbe essere questa ma non è escluso che qualcuno possa anche scegliere riti alternativi come il caso del rito abbreviato, godendo così della riduzione di un terzo della pena.