A distanza di quasi cinque anni dal ritrovamento di alcune ossa che appartenevano ad Arrigo Casconi, ex maresciallo dell'Aeronautica in pensione, il giudice Giuseppe Cario ha disposto l'imputazione coatta per due persone: il fratello dell'uomo Augusto Casconi e Gaspare Caraffi, sono difesi dagli avvocati Angelo Palmieri, Sinuhe Luccone e Pincivero. La Procura adesso dovrà formulare le accuse di omicidio volontario e distruzione di cadavere e in un secondo momento sarà fissata la data dell'udienza preliminare. E' un colpo di scena di un caso controverso, un giallo pieno di zone d'ombra dove le difese hanno sempre sostenuto l'estraneità ai fatti dei propri assistiti e dove adesso invece cambia tutto lo scenario processuale.

Era stata la Procura di Latina a chiedere l'archiviazione per i due uomini che erano stati indagati a piede libero, secondo il pm Giuseppe Miliano alla luce delle risultanze investigative emerse da quando erano state ritrovate le ossa in un uliveto a Roccagorga, non c'erano i margini per andare a processo e sostenere l'accusa. Una volta che la richiesta di archiviazione era arrivata in Tribunale il 20 gennaio si era svolta l'udienza e nei giorni scorsi il magistrato ha sciolto la riserva.

Adesso il fascicolo ritorna in Procura dove il pm dovrà formulare le accuse e in un secondo momento sarà fissata l'udienza preliminare. Il giudice ha motivato il provvedimento sostenendo una serie di elementi incongruenti, a partire da alcune dichiarazioni degli indagati che secondo il magistrato rappresentano un elemento di primo piano nell'inchiesta.

La scoperta risale al 26 giugno del 2015 quando in un terreno di proprietà dell'uomo, furono trovate delle ossa e soltanto al termine di una serie di riscontri - anche di natura scientifica dei carabinieri - e tramite il dna dei parenti si arrivò ad Arrigo Casconi, ucciso e sciolto nell'acido, è questa la prima ipotesi esplorata. Le indagini portarono proprio nel terreno dell'uomo dove fu ritrovata la Volkswagen Passat e in quell'occasione le unità cinofile dell'Arma fiutarono qualcosa e localizzarono i resti.

Gli investigatori avevano ricostruito la vita professionale e privata di Casconi che nel 2008 era andato in pensione lasciando l'Aeronautica. Si era sposato e poi separato e in un secondo momento aveva iniziato una relazione con una nuova compagna con cui aveva vissuto a Sonnino per poi tornare da solo a Roccasecca. All'inizio sembrava un vero e proprio cold case anche per le modalità dell'omicidio, poi gli investigatori avevano individuato una pista che era stata in un secondo momento abbandonata ed era arrivata un'archiviazione. Adesso la decisione del giudice ha rimesso tutto nuovamente in discussione.