Riuscire a trovare le ormai celebri mascherine chirurgiche al prezzo imposto dal Governo in seguito all'espansione dell'epidemia del coronavirus, è sempre più una missione impossibile.  Perché nelle farmacie di Latina non si trovano? "Noi farmacisti veniamo  - spiega Paolo Catalani, noto farmacista della città - spesso fatti passare per speculatori ma la realtà è ben diversa. Vi spiego cosa sta succedendo con le mascherine chirurgiche. Ad inizio aprile le compravamo pagandole 1.25 euro più iva ciascuna, mentre le FFP2 arrivavano a costarci anche 9,5 euro più iva. Dopo l'ultima conferenza stampa del premier Conte in cui ha imposto il prezzo di vendita della mascherine a 0,50 centesimi, la nostra farmacia ha messo in vendita i 2500 pezzi che erano in giacenza a 0,61 centesimi l'uno (0,50 centesimi + iva n.d.r.): in altre parole abbiamo venduto le mascherine ad un prezzo nettamente inferiore rispetto a quello a cui le avevamo acquistate dai fornitori. L'accordo stretto il 29 aprile tra la protezione civile e Federfarma però, stabiliva che per gli ordini di mascherine effettuati prima del 30 aprile, ai farmacisti sarebbe spettato il rimborso della differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Ad oggi, tuttavia, non abbiamo ancora ricevuto niente".

Nell'attesa di ottenere il rimborso dovuto però, la farmacia ha da tempo cominciato il folle iter volto al riapprovvigionamento di quelle mascherine che ogni giorno vengono richieste loro da centinaia di clienti. Praticamente impossibile rifornirci delle mascherine chirurgiche senza andare incontro non ad un guadagno, ma addirittura ad una perdita economica. Possiamo vendere solo le altre tipologie, come quelle lavabili o FFP2, e con un margine di guadagno davvero risicato».