L'attentato incendiario subito dal Consigliere comunale Maria Grazia Ciolfi è stata una ritorsione per il suo ruolo di delegata del Sindaco alla Marina, rispetto alla scoperta e al perseguimento di un abuso edilizio al lido di Foce Verde, quindi in zona sottoposta a vincoli. Lo hanno scoperto i Carabinieri della Compagnia di Latina diretti dal maggiore Carlo Maria Segreto con un'indagine che ha portato la Procura a chiedere e ottenere l'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice per le indagini preliminari del capoluogo pontino, a carico di mandate ed esecutore dell'incendio doloso.

Agli arresti domiciliari sono finiti un uomo di 42 anni, M.G. queste le iniziali, gestore di un tratto di arenile in strada Valmontorio nella zona di Foce Verde, e un ragazzo M.V. di 32 anni di Velletri che aveva materialmente incendiato il suv Opel Grandland X parcheggiato nel condominio di via Campigli dove vive la famiglia di Maria Grazia Ciolfi.
Stando alle indagini, condotte dagli investigatori della Sezione Operativa della Compagnia di Latina, all'origine dell'attentato ci sarebbe la costruzione di una recinzione abusiva sul tratto di arenile gestito dal 42enne, che imputava alla delegata alla marina la segnalazione all'origine degli accertamenti della Polizia Locale che avevano portato alla contestazione degli illeciti edilizi e l'intromissione nell'iter di avvio dei lavori per i quali, in ogni caso, l'ufficio tecnico comunale aveva espresso il diniego. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di "minaccia a un pubblico ufficiale, danneggiamento a seguito di incendio e violazione di domicilio."