Sono attese da centinaia di migliaia di italiani, sempre felici di potersi riappropriare del patrimonio culturale e paesaggistico di un Paese che in quanto a luoghi da ammirare è in prima linea. Organizzate dal Fai, le Giornate di Primavera giungono quest’anno alla 34° edizione. È il più grande evento di piazza nazionale, se si pensa che fino al 2025 hanno registrato il numero imponente di ben 13 milioni di visitatori. Sono migliaia i delegati e volontari del Fondo Ambiente Italiano che si metteranno a disposizione del pubblico per raccontare il valore di siti, monumenti, aree naturali, supportati dagli studenti “Apprendisti Ciceroni” pronti a dare il proprio contributo.
Le date sono state ufficializzate. Sabato 21 e domenica 22 marzo in quattrocento città d’Italia potranno essere visitati a contributo libero ben 780 siti, tesori d’arte e natura a cui il Fai dedica quella che definisce una “festa collettiva”. L’obiettivo è, e resta, promuovere conoscenza, cura e tutela nel rispetto di quella che è sempre stata la missione educativa del Fondo. A caratterizzare la 34° edizione saranno per questo 2026, una serie di aperture finalizzate a commemorare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.
Anche la provincia pontina rientra nel lungo elenco dei 780 luoghi, già consultabile nella pagina ad hoc di Fondo Ambiente.it. La parte del “leone” spetta a Prossedi e alle sue chiese, a partire dalla neoclassica Sant’Agata situata nella parte più alta del borgo: “Il suo impianto centrale a croce greca è esemplato su modelli rinascimentali e barocchi - indicano le note del Fai -. Nelle sue strutture attuali l’edificio molto probabilmente non corrisponde a quello che risulta appartenere sotto forma di beneficio nel 1289 a Giovanni de Ceccano. Trasformazioni di rilievo hanno riguardato i progetti successivi: quello finale, iniziato nel 1789, appartiene all’architetto Ignazio Ambrosetti di Anagni che subentrò all’architetto Francesco Rust”. Apre al pubblico anche la chiesa della Strammetta, eretta tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX, il cui nome deriva dalla pianta ‘ampelotema tenax’ la cui presenza è abbondante in tutta la zona che circonda l’edificio. Da visitare poi la Chiesa di San Nicola (XIII) secolo, all’interno delle mura castellane, considerata un “piccolo tesoro” e tale considerato dagli stessi prossedani. Altra meta è il Castello baronale, maestosa costruzione risalente al XII secolo.
Nella città di Gaeta, per le Giornate di Primavera, spalanca i suoi spazi ai visitatori l’Azienda Agricola Cosmo Di Russo, per una passeggiata tra natura, uliveti e aree agricole. Sarà possibile vedere da vicino l’impegno dei titolari nella coltivazione dell’Itrana e nella lavorazione secondo metodi tradizionali.
A Minturno, apre ai visitatori la Masseria Zenobio (XVII secolo), antica azienda agricola biologica familiare, per secoli presidio produttivo e sociale del territorio. Bellissimo il contesto naturale in cui è inserita, tipico paesaggio della macchia mediterranea.