Il Comune di Fondi aderisce ufficialmente alla rottamazione delle tasse e dei tributi comunali, sfruttando le opportunità previste dalla legge di Bilancio 2025. Una scelta che viene accolta con soddisfazione dall’associazione dei consumatori CODICI, ma che allo stesso tempo riaccende il confronto con il Comune di Latina, accusato di non aver ancora compiuto lo stesso passo.
Con l’approvazione del “Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali”, Fondi diventa – secondo quanto evidenziato da Codici – il primo Comune della provincia a cogliere la possibilità offerta dall’articolo 1, commi 102-110, della legge 199 del 30 dicembre 2025. Il provvedimento consente ai cittadini di estinguere i debiti pregressi con l’ente locale relativi a un’ampia gamma di tributi: dalla tassa sui rifiuti, nelle sue diverse denominazioni succedutesi nel tempo (Tarsu, Tares, Tasi), fino a Ici, Imu, sanzioni per il Codice della strada, imposta sulla pubblicità, occupazione di suolo pubblico, Cosap e Canone unico patrimoniale.
Il meccanismo prevede la rinuncia, da parte del Comune, a sanzioni e interessi, permettendo ai contribuenti di sanare le proprie pendenze con un risparmio significativo. Allo stesso tempo, l’ente locale potrà recuperare risorse economiche in tempi certi, grazie a piani di rateizzazione che possono arrivare fino a 54 rate bimestrali, pari a quasi dieci anni, in base all’importo dovuto.
«Non possiamo che plaudire a questa decisione – sottolinea il responsabile provinciale di Codici, Antonio Bottoni – perché rappresenta un concreto segnale di attenzione verso i cittadini, soprattutto quelli in maggiore difficoltà economica». Proprio su questo punto si concentra la critica al capoluogo: secondo l’associazione, Latina avrebbe potuto e dovuto assumere un ruolo guida, offrendo una risposta immediata a contribuenti che spesso vedono lievitare i debiti a causa di sanzioni e interessi.
Codici auspica ora che anche gli altri Comuni della provincia e la stessa Provincia di Latina aderiscano alla definizione agevolata. Un invito che diventa anche un monito, considerando che la domanda di adesione alla misura deve essere presentata dagli enti locali entro il 30 aprile. «Due mesi passano in fretta – avverte Bottoni – e il rischio è che a pagare il prezzo di ritardi o incertezze siano ancora una volta i cittadini».
La palla, ora, passa al Comune di Latina, chiamato a decidere se seguire l’esempio di Fondi e trasformare la rottamazione dei tributi in un’occasione concreta di sollievo per famiglie e imprese.
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