Il fatto
27.03.2026 - 11:30
Jonny Lauretti
Aveva un debito di droga con un soggetto particolarmente noto a Fondi, e non solo. Nell’ultima udienza davanti al collegio penale la vittima ripercorse le minacce e l’aggressione subiti per costringerlo a vendere un furgone - venduto per 8mila euro, di cui 6mila per Jonny Lauretti, esponente di spicco della criminalità locale - da parte dei due i imputati, gli unici finiti nella maxi operazione Risiko che hanno scelto il rito ordinario per contestare in dibattimento - difesi dagli avvocati Aprea e Forte - le accuse di estorsione in concorso con il Lauretti.
E proprio Paolo Manna e Salvatore Di Manno giovedì 26 marzo sono stati ascoltati. Alle accuse rivolte dal Pm Aiello il Di Manno ha replicato di non aver nulla a che fare con la droga, di aver sì curato la compravendita di un furgone come aveva già fatto in passato proprio per Lauretti a cui aveva venduto altri veicoli.
Anche Manna - già scagionato dalla vittima in un’udienza passata - ha rigettato ogni addebito, soprattutto quelli relativi alla droga. Anzi, sarebbe stata la vittima indotta a vendere il veicolo per pagare un debito di droga, ad averlo contattato per aiutarlo a venderlo.
In aula è comparso anche l’acquirente del furgone che ha confermato semplicemente la trattativa e di aver pagato il dovuto senza sapere di fatto altro della vicenda. Il processo è stato rinviato per le richieste del Pm Aiello e le conclusioni della difesa al 26 giugno.
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