Formia, il fatto
21.01.2026 - 12:00
Può succedere che se un lavoratore denuncia lo sfruttamento, orari falsati e retribuzioni al di sotto del contratto collettivo, ne paghi le conseguenze, nel vero senso della parola. E infatti è quanto accaduto ad un sindacalista che segue i lavoratori stagionali del settore turistico. A marzo del 2025 aveva comunicato in una chat di colleghi che c’era una società del sud pontino che, per la stagione balneare alle porte, si preparava a proporre contratti pirata e paghe orarie al di sotto del livello legale. Un fenomeno molto diffuso e sul quale sia l’Inps di Latina che l’ispettorato hanno più volte acceso i riflettori, a dimostrazione del fatto che i timori del sindacalista erano fondati. La beffa è arrivata qualche settimana fa perché il titolare della società ha denunciato il sindacalista per diffamazione e il sostituto procuratore della Repubblica, Chiara Fioranelli, ha da poco notificato la chiusa inchiesta a carico del rappresentante dei lavoratori: nel procedimento è parte offesa proprio l’imprenditore che ha applicato i contratti con retribuzioni inferiori a quanto previsto per la categoria. Val la pena riportare una delle frasi scritte nella chat dal sindacalista circa l’atteggiamento dell’impresa: «.. vorrei solo essere pagato a norma per il monte ore che lavoro e qui, nel mio territorio di residenza... ricordate che uno pneumatico della sua Porsche lo avete pagato voi con un solo stipendio forfettario!!! Ma perché permettiamo che ci facciano questo?!».
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