"Siamo stati sentiti dai carabinieri già due settimane fa, in una data successiva alla richiesta di proroga delle indagini. Quindi la nostra domenica è trascorsa senza alcun affanno particolare". A intervenire, dopo la notizia dell'inchiesta che li vede indagati per voto di scambio, sono direttamente il sindaco di Formia, Sandro Bartolomeo, e l'assessore Maurizio Tallerini. "È evidente - precisano i due - come la nostra versione dei fatti sia indispensabile ai fini della procedura, viste le accuse che ci vengono mosse e, cioè, di aver promesso occupazione nella gestione di spazi per i quali il Comune non aveva e non ha alcuna competenza, attraverso cooperative inesistenti e sconosciute  al Comune, addirittura per periodi successivi di due anni alla nostra elezione. In verità queste persone sono state aiutate per lungo tempo e, come ben sanno i Carabinieri e la Polizia che hanno assistito agli incontri, quando abbiamo dovuto sospendere gli aiuti per non  violare le norme, hanno inscenato la loro protesta sotto il palazzo comunale rilasciando interviste il cui fine ricattatorio è assolutamente evidente. Da un oltre un anno esiste una querela del sindaco per estorsione e violenza privata nei confronti degli stessi soggetti, sempre presso la Procura di Cassino e affidata ad un altro magistrato. Sul piano politico registriamo un durissimo attacco da parte di un gruppo consiliare (quello uscito sconfitto dalle elezioni del 2013) che chiede le dimissioni dell'Amministrazione, cosa che avviene ormai da oltre due anni con periodiche scadenze (ricordate la commedia della raccolta di firme per la sfiducia durata un paio di mesi e finita in un ridicolo fiasco?). Al di là delle affermazioni, alcune ingiuriose, che troveranno risposta nelle sedi  opportune, ci preme sottolineare la coincidenza di alcune dichiarazioni  con la volontà espressa dall'Amministrazione attuale di portare la discussione della Variante Generale di Prg nel consiglio comunale successivo al bilancio di previsione. Quella variante spiega tante cose: dalla cementificazione dell’Acerbara alle migliaia di metri cubi di edilizia privata sulle colline cittadine, all'attacco di aree agricole di pregio: tutto ciò è scomparso dalla nuova proposta e ci sarà sia spazio che tempo per confrontare, documenti alla mano, disegni così diversi per il futuro della nostra città. Questa variante non si deve approvare per poter rimettere in gioco queste proposte distruttive per la città. Stiano quindi tranquilli i consiglieri centristi: noi restiamo al nostro posto perché l'approvazione della variante serve alla città e respinge gli interessi di quanti l'hanno tenuta anni nel cassetto senza farla conoscere a nessuno".