Una notizia che sicuramente sarà un bel grattacapo per l’amministrazione comunale di Gaeta e che, invece, farà tirare un respiro di sollievo ai cittadini, trattandosi di tariffe Tari.
Ebbene il Tar di Latina ha annullato le delibere del consiglio comunale del 4 settembre 2014 sull’approvazione del piano finanziario Tari 2014 e del 5 settembre 2014 sull’approvazione delle tariffe Tari 2014, accogliendo il ricorso presentato da alcuni cittadini residenti e pertanto contribuenti Tari. I ricorrenti hanno sostenuto la illegittimità delle delibere, denunciando che il piano approvato non soddisfa le prescrizioni dell’articolo 8 del DPR n.158 del 1999. Secondo questo articolo di legge infatti, il piano finanziario Tari deve comprendere «il programma degli interventi necessari; il piano finanziario degli investimenti; la specifica dei beni, delle strutture e dei servizi disponibili, nonché il ricorso eventuale all’utilizzo di beni e strutture di terzi, o all'affidamento di servizi a terzi; le risorse finanziarie necessarie; relativamente alla fase transitoria, il grado attuale di copertura dei costi afferenti alla tariffa rispetto alla preesistente tassa sui rifiuti» ed ancora una relazione «nella quale sono indicati: il modello gestionale ed organizzativo; i livelli di qualità del servizio ai quali deve essere commisurata la tariffa; la ricognizione degli impianti esistenti; con riferimento al piano dell’anno precedente, l’indicazione degli scostamenti che si siano eventualmente verificati e le relative motivazioni». Tutte prescrizioni che non sarebbero contenute nel piano approvato dal Comune, quindi. L’ente avrebbe solo allegato una relazione datata 4 agosto 2014 elaborata dal dipartimento II ambiente, ritenuta però dai giudici amministrativi «un semplice atto istruttorio». In pratica «la legge prescrive che il consiglio comunale approvi un piano con allegata relazione che deve obbligatoriamente avere i contenuti minimi indicati nell’articolo 8; questi contenuti devono costituire l’immediato oggetto delle delibera (in modo che su questi contenuti possa svolgersi il dibattito consiliare), sicchè l’approvazione di una tabella riassuntiva dei costi fissi e variabili del servizio non può essere considerata equipollente all’approvazione di un piano (che di fatto non risulta essere stato sottoposto all’approvazione del consiglio comunale)». Per queste ragioni il Tar ha annullato le due delibere, condannando il comune di Gaeta al pagamento delle spese di giudizio ed ha ordinato che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa. Ora il rompicapo per il Comune che ha applicato un piano ritenuto illegittimo...