Il caso
18.12.2025 - 07:30
Per la Procura di Roma Felice Romano, lo storico segretario del sindacato di polizia Siulp, era il perno delle raccomandazioni nei concorsi della Polizia di Stato.
L’inchiesta descrive un presunto sistema diffuso di raccomandazioni e falsificazioni nei concorsi della Polizia di Stato, emerso attraverso intercettazioni e accertamenti avviati dalla Guardia di Finanza di Napoli. Secondo i magistrati, dirigenti sindacali avrebbero segnalato candidati non idonei, favorendoli tramite pressioni sulle commissioni, in particolare su quelle mediche.
Nei fascicoli compaiono aspiranti poliziotti con evidenti carenze fisiche o problemi di salute, per i quali sarebbero stati modificati certificati medici, parametri corporei e giudizi sanitari. In alcuni casi i componenti delle commissioni avrebbero “aggiustato” dati come altezza, peso e massa grassa per consentire il superamento delle prove.
Le intercettazioni mostrano l’uso di un linguaggio in codice e la consapevolezza degli indagati di operare all’interno di un vero e proprio “sistema”, tollerato — secondo il Gip — anche da alti dirigenti della Polizia. I reati ipotizzati sono corruzione e falso, in un’indagine parallela a quella della Procura di Napoli.
Felice Romano ha respinto tutte le accuse, ma gli episodi contestati sarebbero numerosi. Particolarmente grave, secondo gli inquirenti, il ruolo attribuito ad alcune commissioni mediche, che si sarebbero prestate a certificare condizioni di salute non corrispondenti al vero.
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