Il fatto
11.01.2026 - 10:00
Dopo che sono state depositate le motivazioni da parte dei giudici del Tribunale del Riesame di Roma, il consigliere regionale di Fratelli di Italia Enrico Tiero, attualmente sospeso, ha presentato ricorso davanti ai giudici della Corte di Cassazione avverso il diniego dei magistrati romani che avevano lasciato inalterate le esigenze cautelari e l’impianto accusatorio. Dallo scorso 17 ottobre Enrico Tiero è agli arresti domiciliari a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini Giuseppe Cario che ha accolto la richiesta presentata dalla Procura e dai pm Martina Taglione e Antonio Sgarrella. L’accusa contestata è quella di corruzione. Prima della misura restrittiva, Tiero era stato sottoposto all’interrogatorio preventivo che si era svolto in Tribunale.
Le indagini che avevano portato a fare luce sulle sue condotte, erano state portate a termine dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina insieme ai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza. Secondo quanto ricostruito il patto corruttivo si basava su uno schema tra promesse e favori per il buon esito delle richieste avanzate da diversi imprenditori della provincia, la contropartita erano assunzioni e in questo modo Tiero otteneva un consenso accrescendo il suo peso politico. «L’esercizio della funzione pubblica sarebbe connotato da un inquinamento di base poichè asservito agli interessi di grandi imprenditori del territorio», era riportato nelle carte dell’inchiesta.
Avrebbe sfruttato la propria funzione e il potere esercitato nell’ente locale in cambio di un’occupazione per la figlia. In un altro caso avrebbe aiutato il titolare di una società di consulenze aziendali. Sono quattro gli episodi contestati, tra cui la tangente di 6mila euro. Per il gip sussiste il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. L’inchiesta ha ricostruito un sistema che puntava all’ utilizzo del ruolo di Tiero per soddisfare «le esigenze personali dei privati cittadini e degli imprenditori». La data del ricorso in Corte di Cassazione non è stata ancora fissata.
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