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La sentenza

Sconto in Appello per il carico di cocaina da 18 chili nel furgone

Pena quasi dimezzata per il 35enne arrestato nel 2023 insieme al cugino. Quattro anni di reclusione anziché sette e mezzo

Sconto in Appello per il carico di cocaina da 18 chili nel furgone

La Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto un importante sconto di pena, quasi dimezzandola, per Abazi Shkelzen, il latinense di 35 anni di origini albanesi coinvolto due anni fa nel sequestro di quasi 18 chili di cocaina insieme al cugino cinquantenne Gencian Subashi. Accogliendo in parte la tesi difensiva sostenuta dagli avvocati Italo Montini e Pasquale Cardillo Cupo, i giudici della quarta sezione penale hanno rideterminato la pena, riducendola a quattro anni di reclusione, rispetto ai sette anni e mezzo stabiliti in primo grado dal collegio giudicante del Tribunale di Latina.

La vicenda risale alla fine di marzo del 2023 quando i due cugini vennero fermati in via Isonzo, per un controllo stradale, dai carabinieri di Borgo Grappa. I militari dell’Arma, insospetti dall’atteggiamento dei due, decisero di controllare il vano di carico del furgone sul quale viaggiavano i due, scoprendo i 16 panetti da un chilo ciascuno di cocaina nascosti all’interno di un secchio dei rifiuti. Erano stati arrestati entrambi, ma una volta rinviati a giudizio avevano scelto due strade processuali differenti. Il cinquantenne  Gencian Subashi, conducente e proprietario del furgone, aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato, quindi potendo contare su uno sconto di un terzo sulla pena, stabilita dal collegio penale del Tribunale di Latina in sei anni di reclusione con l’aggravante dell’ingente quantità, confermati definitivamente dalla Suprema Corte di Cassazione lo scorso anno. Del resto la consulenza tecnica aveva stabilito una purezza della sostanza stupefacente pari al 74% del totale. Sul totale di 17,5 chili il principio attivo era di 11.896,989 chili che avrebbero potuto sviluppare 79.313 dosi.
Il più giovane dei due, Abazi Shkelzen, quel giorno passeggero dell’autocarro, aveva scelto di essere giudicati con rito ordinario, sostenendo di essere estraneo alla presenza della cocaina nel vano di carico, essendosi limitato ad accettare la richiesta d’aiuto del cugino per un lavoro. Non gli avevano creduto i giudici, condannandolo in primo grado a sette anni e sei mesi di reclusione. Quindi davanti ai giudici della Corte d’Appello i difensori del trentacinquenne avevano invocato l’assoluzione e lo stesso aveva fatto anche il sostituto procuratore generale. Al contrario i giudici della quarta sezione hanno riconosciuto colpevole Abazi Shkelzen, ma al tempo stesso hanno riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti sulla circostanza aggravante ingente quantità.
 I difensori, pur dichiarandosi in parte soddisfatti, hanno già preannunciato ricorso in Cassazione. Per conoscere le motivazioni bisognerà attendere novanta giorni. Nel frattempo l’uomo, sempre dichiaratosi estraneo agli addebiti, è libero.

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