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VipMotors, pubblicità sui social per le supercar col video rap girato con i Di Silvio

L’organizzazione della clip col cantante Nisi tradisce il ruolo di Agresti nelle società. I carabinieri approfondiscono le commistioni con le famiglie di Campo Boario

VipMotors, pubblicità sui social per le supercar col video rap girato con i Di Silvio
La meticolosa indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo ha documentato come Alessandro Agresti avesse fatto ricorso a una serie di prestanome nel tentativo di aggirare le misure di prevenzione patrimoniale, sebbene si occupasse di ogni aspetto della gestione dell’autosalone VipMotors, come della galassia di società che vi ruotava attorno. Tra gli elementi di prova forniti dai militari per consentire al sostituto procuratore Giuseppe Miliano di valutare i reati di autoriciclaggio e sul trasferimento fraudolento di beni ottenendo il sequestro preventivo di un patrimonio stimato in nove milioni di euro, viene menzionata anche l’organizzazione di una serie di videoclip per promuovere attraverso i social media le supercar dell’autosalone VipMotors, ingaggiando Samuele Nisi, un giovane cantante siciliano che spopola tra i ragazzi e gestisce profili molto seguiti sulle diverse piattaforme. Il lancio dell’ultima traccia però aveva fatto discutere, perché oltre a una Ferrari SF90 Stradale messa a disposizione da Agresti, erano stati scelti gli eredi di personaggi di spicco della malavita latinense come comparse accanto all’autore della canzone. Una vetrina anche per loro, gli appartenenti a famiglie importanti della criminalità locale, con le torri delle case popolari di Campo Boario sullo sfondo: tra i più esposti, durante le riprese, c’era Ferdinando Di Silvio detto Pescio, figlio di Costantino Patatone, quest’ultimo recluso per l’omicidio di Fabio Buonamano del 2010. Ma nel video si vedevano anche un nipote di Giuseppe Romolo Di Silvio, potente capo di una delle famiglie più in vista, detenuto per la stessa ragione del nipote Patatone, e un congiunto dei fratelli Travali, i leader di un sodalizio criminale nato da una costola degli stessi Di Silvio.
La vicenda si consuma proprio nel periodo in cui gli investigatori dei carabinieri monitorano Agresti e le sue società e intercettano sia lui che i suoi collaboratori, appunto per documentare il controllo che il quarantenne esercita su tutte le imprese a lui riferibili, anche quelle amministrate formalmente dai suoi prestanome, vale a dire il padre, la moglie e un suo collaboratore. Attraverso le conversazioni spiate, infatti, l’organizzazione della logistica per la registrazione del videclip appare come l’ennesimo episodio in cui Alessandro Agresti dimostra di essere il dominus assoluto delle società. È lui a impartire gli ordini, anche per questioni che attengono alla gestione quotidiana degli affari, come le incombenze più spicciole. Nel caso del video Agresti telefona a Cristiano Di Nuzzo, sulla carta titolare dell’autosalone, per chiedergli di andare a prendere il cantante all’aeroporto, trattandolo proprio da collaboratore qual è.
Samuele Nisi è un giovane cantante diventato celebre tra gli adolescenti, attraverso i social media, anche e soprattutto per i testi provocatori delle sue canzoni che raccontano la vita nei quartieri difficili e il disagio giovanile, ma in alcuni passaggi appaiono come una celebrazione della vita criminale. È il caso appunto della traccia Family, lanciata col video girato proprio a Latina, che sembra calzare perfettamente nella realtà pontina dei Di Silvio comparsi con lui nel video. Tant’è vero che gli investigatori dei carabinieri hanno voluto approfondire la commistione tra la necessità di Agresti di pubblicizzare le fuoriserie in vendita nel suo autosalone e la visibilità inseguita dai rampolli delle famiglie criminali latinensi per lanciare messaggi eloquenti di coesione tra i gruppi che ciascuno di loro rappresenta.
Gli inquirenti annotano che Samuele Nisi deve creare dei video per fare la pubblicità sui social media delle macchine in vendita. Nella clip girata per la traccia Family si vede la Ferrari SF90 Stradale rossa con i luoghi dell’autosalone VipMotors sulle targhe, all’epoca in vendita a mezzo milione di euro, ma in un altro post il cantante posa accanto a un’altra Ferrari nera. Il 21 febbraio dello scorso anno Agresti telefona al proprio tuttofare e gli spiega: «Bisogna andare a prendere Samuele Nisi l’artista a Fiumicino domani mattina... Me devono mandare una macchina bella, nuova per fare bella figura, pure la X però una macchina nuova».
Il testo è della canzone Family è pieno di frasi contro la magistratura e le forze di polizia,  contro i pentiti o chi tradisce i propri sodali davanti ai giudici, a favore dei guadagni facili. Come «qui noi siamo i migliori, cani senza padroni, dal niente siam passati agli stipendi dei dottori», «ci chiamano come nel film bastardi senza gloria», «ragazzi seri che anche dentro non fanno mai i nomi, odiamo il magistrato, la legge e questo stato, non ci facciam fottere da sto sistema malato», «fuck alle sirene», «e non parlerò mai davanti a un carabiniere, siamo fatti così, con l’onore nelle vene, meglio crepare che tradire o fare il verme». E soprattutto «La più forte di tutti è la mia family».

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