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La sentenza

Furto al supermercato, poi le minacce: condannato

Pena di sei anni per un 32enne. I fatti lo scorso aprile a Bella Farnia

Furto al supermercato, poi le minacce: condannato

E’ stato condannato alla pena di sei anni. E’ la sentenza emessa dal giudice Laura Morselli nei confronti di Daniele Imperi, arrestato lo scorso aprile al termine di un’operazione congiunta dei Carabinieri della stazione di Borgo Grappa e dei Carabinieri di Sabaudia a seguito di una rapina in un supermercato. Ieri in Tribunale, difeso dagli avvocati Maria Antonietta Cestra e Pietro Papa, si è svolto il processo nei confronti del presunto responsabile che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, un giudizio previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena. Il pm aveva chiesto la condanna a sei anni mentre la difesa ha cercato di scardinare le accuse, al termine della camera di consiglio la sentenza del giudice.

I fatti contestati erano avvenuti lo scorso  5 aprile. I reati ipotizzati:  minacce e resistenza a pubblico ufficiale, rapina, danneggiamento, porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
In base a quanto emerso dopo aver  rubato delle birre da uno scaffale di un supermercato di Bella Farnia, tra Latina e Sabaudia, ha minacciato il titolare di incendiare l’attività commerciale brandendo un’ascia.
I Carabinieri erano intervenuti immediatamente subito dopo l’allarme lanciato dal titolare dell’attività che aveva riferito agli investigatori l’intenzione di non pagare le birre da parte del 32enne, Nel corso delle indagini,  grazie anche al contributo delle immagini della  telecamere di videosorveglianza del supermercato, era stato  identificato il presunto responsabile, rintracciato in un secondo momento nella sua abitazione. Una volta che era stato fermato era in evidente stato di alterazione psicofisica a causa dell’abuso di alcolici e  aveva minacciato di morte i militari e danneggiato con un calcio lo stipite in legno di una porta. Ieri il processo si è concluso, l’imputato ha scelto un rito alternativo.
La Procura aveva esercitato l’azione penale chiedendo il giudizio per il 32enne. Una volta che saranno depositate le motivazioni della sentenza scontato che la difesa dell’imputato presenterà ricorso davanti ai giudici della Corte d’Appello.

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