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Rissa con machete e coltello alle Autolinee, condanne confermate

Processo in Corte d'Appello per tre giovani, coinvolta anche una donna

Rissa con machete e coltello alle Autolinee, condanne confermate

Condanne confermate dai giudici della prima sezione della Corte d’Appello di Roma per gli autori - si tratta di tre giovanissimi di origine tunisina -  accusati  di una violenta rissa a colpi di machete e finita a coltellate. L’episodio era avvenuto nella stazione delle Autolinee di Latina in via Romagnoli davanti allo sguardo di decine e decine di ragazzi, in particolare molti studenti che stavano prendendo l’autobus dopo scuola per tornare a casa.  

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Alessandro Farau, Giovanni Codastefano, Marco Nardecchia. I giudici hanno disposto la rimessione in libertà di T.S., che era detenuto agli arresti domiciliari. Gli altri erano stati rimessi in libertà nel maggio del 2025 a seguito della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Latina. Erano in tutto quattro gli imputati, tra cui una donna che era stata rinviata a giudizio, mentre gli altri tre erano stati condannati. La violenta rissa finita nel sangue era scoppiata il 30 aprile nella zona della stazione delle Autolinee di Latina.
Gli imputati erano stati processati con il rito abbreviato godendo della riduzione di un terzo della pena. Era stato condannato a un anno  l’uomo che aveva il coltello,  otto mesi per gli altri due giovanissimi. I fatti contestati erano avvenuti nel piazzale che si trova a poca distanza dalla stazione dei bus e l’area di servizio Eni.  A innescare la miccia sarebbe stata una discussione verbale a seguito degli insulti indirizzati ad una giovane anche lei arrestata e il cui iter processuale è stato diverso. Quando stavano avvenendo  i fatti, un  passante aveva ripreso con il telefono cellulare le fasi iniziali della rissa. In un primo momento il giudice monocratico del Tribunale di Latina aveva convalidato disponendo gli arresti domiciliari per chi impugnava le armi da taglio e aveva disposto gli obblighi di firma per gli altri, tra cui anche la donna. In tutto erano state sei le  persone che avevano partecipato alla rissa: due avrebbero fatto perdere le tracce. All’arrivo dei soccorritori c’era  un uomo a terra in via Giulio Cesare ed era  insanguinato. Dopo che sono state depositate le motivazioni della sentenza di primo grado il collegio difensivo ha impugnato le condanne e ha presentato ricorso in Appello. Ieri la sentenza. L’accusa aveva chiesto la conferma mentre le difese avevano chiesto l’assoluzione per i propri assistiti. La risposta investigativa era stata immediata.

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