Formia, il fatto
18.01.2026 - 10:00
Il furto fu di quelli «memorabili» e assai dannosi per la memoria della comunità, in specie quella cattolica della città di Formia. Il 28 maggio 2027 furono trafugate le reliquie di Sant’Erasmo contenute nell’omonima chiesa a Formia nel quartiere di Castellone. Venerdì finalmente si è aperta l’udienza preliminare dinanzi al gup Mauro Bottone del tribunale di Santa Maria Capua Vetere per 25 persone accusate di aver creato un’associazione a delinquere finalizzata ai furti in luoghi di culto e ville di lusso e ricettazione tra la Campania, in particolare nel Casertano, e il Basso Lazio. Risultano imputati a vario titolo e per diversi episodi Ugo Di Napoli, Giuseppe Carrano, Alessandro D’Angelo,Ernesto De Mitri, Diego Apuzzo, Michele Capasso, Stefano Maisto, Fioravante Massaro, Luciano Rampone, Raffaele Silvestri, Angelo Tarallo, Giorgio Tarallo, Emanuele Tornincasa, Mariano Tuppo, Raffaella Galoppo, Maria Luisa Russo, Giuseppe Sannino, Salvatore Scognamiglio, Giuseppe Vollaro, Massimo Esposito, Giovanni Claudio, Giuliano Formisano, Michele Guastaferro, Vincenzo Izzo, e Giovanni Saviano, tutti residenti tra Frattamaggiore, Vico Equense, Arzano, Casavatore, Sant’Agnello, Castellammare di Stabia, Sorrento, Gaeta, Fondi, Afragola, Napoli, Santa Maria Capua Vetere. Tutti i furti sarebbero stati consumati tra l’anno 2017 e l’anno 2018, il più nto, appunto, quello avvenuto a Castellone mentre nel casertano i furti si sono verificati a Palazzo Mazzocchi a Santa Maria Capua Vetere, nella chiesa di San Marco Evangelista a Santa Maria a Vico, nella chiesa di Sant’ Eustachio a Sessa Aurunca, nella chiesa di Sant’Audeno ad Aversa, presso le congregazioni estere di Trentola Ducenta, alle congregazioni dell’ annunziata di Capua e al palazzo arcivescovile capuano.
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