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Il fatto

Spaccio a domicilio, la nuova frontiera per i pusher

L'analisi: giovani appena maggiorenni e con le auto prese a noleggio

Spaccio a domicilio, la nuova frontiera per i pusher

Come confermato anche nell’analisi dell’anno giudiziario nel Lazio oltre che a Roma anche in provincia, si fa largo una nuova frontiera dello spaccio. «Lo confermano le più recenti investigazioni. Le varie piazze di spaccio, anche se ancora in attività, sembrano segnare il passo, sostituite da una consegna a domicilio che vede il coinvolgimento anche delle fasce più giovani della popolazione, spesso appena maggiorenni, che si muovono con auto prese a noleggio, muniti di documenti falsi e di cellulari forniti per l’occasione e di regola in contatto solo mediato con i mandanti. Sono i nuovi pusher e l’ultima frontiera della vendita al dettaglio». Questa analisi che riguarda Roma definito il più grande hub del paese, riguarda anche Latina, seconda città del Lazio dove le ultime indagini di Polizia e Carabinieri hanno rinforzato questa nuova visione dello spaccio. Anche in provincia di Latina è emerso che molti pusher, arrestati nel corso delle diverse operazioni, viaggiavano a bordo di auto prese a noleggio. Nell’analisi sullo stato della giustizia e sulla durata dei processi in Tribunale a Latina vengono alla luce come era accaduto in passato i numeri relativi alle prescrizioni per i processi che riguardano ogni tipo di reato.  

Nell’anno giudiziario 2024-2025   sono stati  233 i processi celebrati all’udienza collegiale, il 12% definiti per prescrizione che è la percentuale più alta in tutto il Lazio ma c’è da sottolineare che è in diminuzione rispetto al 2023-2024 quando era arrivata a oltre il 16%.
Per quanto riguarda invece l’udienza monocratica le sentenze che si sono concluse con un «Non doversi procedere per intervenuta prescrizione» sono state sempre nell’anno giudiziario 2024 - 2025 in tutto 875 su 2720 pari al 32,2% una percentuale leggermente salita rispetto al passato. Resta comunque la più alta in tutto il Lazio analizzando la percentuale solo per l’udienza monocratica degli altri otto tribunali. Per quanto riguarda invece la durata del processo per l’udienza collegiale per oltre il 50% dei processi ci vogliono due anni per arrivare alla sentenza. Sono stati invece 27 i procedimenti che da 6 mesi a un anno si sono conclusi, pari all’11,6% sono stati invece in tutto 48 i processi arrivati alla sentenza nel periodo compreso tra uno e due anni.
Ben diversa anche in questo caso la situazione all’udienza monocratica dove solo il 9% dei processi viene definito entro 6 mesi mentre per il 68% dei processi (1855) per arrivare a sentenza ci vogliono oltre due anni.

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