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L'udienza

Omicidio stradale, i tre testimoni ricostruiscono l'incidente

Nel processo è imputata l'Assessore Muzio. Nel 2021 l'investimento del pedone. Ascoltato il medico legale, il primo soccorritore e un carabiniere

Omicidio stradale, i tre testimoni ricostruiscono l'incidente

Hanno deposto tre testimoni nel processo  che vede sul banco degli imputati l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Latina Annalisa Muzio, ritenuta la presunta responsabile del reato di omicidio stradale per l’investimento di un pedone: Giorgio Pedaci, un insegnante di musica di 75 anni di  Latina, residente a poca distanza dal luogo della tragedia.  L’Assessore, all’epoca candidata a sindaco di Latina, alla guida di una Range Rover Evoque aveva investito il pedone, morto a seguito delle ferite riportate nell’impatto. Si era immediatamente fermata per prestare i soccorsi ed era rimasta sotto choc.  L’uomo era caduto a terra sbattendo la testa sul marciapiede.  In base ai primi riscontri il pedone era all’altezza di una piccola insenatura e l’auto procedeva dal Piccarello verso Borgo San Michele. Il 75enne  era stato trasportato in condizioni gravi all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina ed era morto dopo un mese. Nel capo di imputazione la Procura ha ipotizzato che la vittima circolava senza servirsi degli attraversamenti pedonali che si trovavano a meno di cento metri da lui.  L’incidente stradale era avvenuto a Latina la sera del 14 settembre del 2021 in via Capograssa davanti al Park Hotel nella zona del Piccarello.  La dinamica dell’incidente era stata ricostruita dai carabinieri della Compagnia di Latina, l’indagine era stata coordinata dal pubblico ministero Valentina Giammaria. In aula è stato ascoltato  il medico legale Alessandro Mariani che ha eseguito l’autopsia sul corpo dell’uomo.  «Le condizioni cliniche erano apparse gravi agli occhi degli operatori che avevano sospettato un’emorragia cerebrale - ha detto il medico legale -  il paziente era arrivato in una condizione neurologica gravissima, era presente un’emorragia e aveva fratture scomposte multiple. Il danno riportato era devastante». Ha testimoniato anche un uomo che ha chiamato i soccorsi, il primo ad intervenire:  «Ricordo bene che la signora era sotto choc e ho cercato di calmarla, non ricordo bene come fosse posizionato il pedone investito, ho visto che c’erano dei cani di piccola taglia molto spaventati che poi ho scoperto erano del pedone, si erano allontanati e ho cercato di prenderli e metterli in sicurezza ma  sono entrati in una abitazione e ho scoperto poi che era la casa dove abitava l’uomo investito». L’ultimo testimone che ha deposto è stato un carabiniere che aveva rilevato l’incidente. Il suv - ha detto l’investigatore - non aveva riportato danni rilevanti.  «Sul veicolo notammo soltanto  il distacco di una parte in plastica del paraurti anteriore».  Ha aggiunto un altro dettaglio. «Abbiamo acquisito le immagini della telecamera di  una attività commerciale della zona,  nel video si nota una sagoma bianca  che attraversa in maniera perpendicolare la strada e si vede l’andamento di un veicolo che non abbiamo identificato e non sappiamo se fosse dell’imputata, è un veicolo che  presenta irregolarità di marcia, era notte, la visibilità buona ma la qualità delle immagini non buonissima». Il militare ha riferito di aver ricostruito l’orario dell’incidente. «Si può ricondurre alle 20,55». L’Assessore Annalisa Muzio è assistita dagli avvocati Anna Toneatto e Renato Archidiacono. Le due parti civili sono rappresentate dall’avvocato Francesco Conte e Elisa  Morazzano le altre otto parti civili hanno rinunciato.  Il processo riprende il 2 aprile per ascoltare il consulente della Procura.

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