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Il caso

Corruzione, il ricorso di Tiero in Cassazione fissato per il 4 marzo

L'ex consigliere regionale è agli arresti domiciliari dallo scorso 17 ottobre

Corruzione, il ricorso di Tiero in Cassazione fissato per il 4 marzo
E’ fissata per il 4 marzo l’udienza in Corte di Cassazione per l’ex consigliere regionale Enrico Tiero, indagato e agli arresti domiciliari dallo scorso 17 ottobre per il reato di corruzione. Era stato il gip Giuseppe Cario a emettere l’ordinanza di custodia cautelare a seguito dell’interrogatorio preventivo, accogliendo  la richiesta presentata dalla Procura e dai pm Martina Taglione e Antonio Sgarrella. Le indagini che avevano fatto luce sulle condotte dell’ex consigliere regionale di Fratelli di Italia erano state portate a termine dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina insieme ai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza. E’ emerso un patto corruttivo,  tra promesse e favori per il buon esito delle richieste avanzate da diversi imprenditori della provincia, la contropartita erano assunzioni e in questo modo Tiero otteneva un consenso accrescendo il suo peso politico.  «L’esercizio della funzione pubblica sarebbe connotato da un inquinamento di base poichè asservito agli interessi di grandi imprenditori del territorio», è scritto nell’ordinanza restrittiva. Inoltre avrebbe sfruttato la funzione e  il potere esercitato nell’ente locale in cambio di un’occupazione per la figlia. In tutto sono stati contestati quattro episodi compresa una tangente di 6mila euro a un ristoratore. Il ricorso di Tiero era stato respinto dai giudici del Tribunale del Riesame che aveva mantenuto inalterato l’impianto accusatorio e  nelle motivazioni hanno sostenuto una serie di elementi: «E’ di tutta evidenza che quanto ricevuto da Tiero quale controprestazione per il suo interessamento a favore dei privati, costituisca un’oggettiva (indebita) utilità... l’indagato ha accresciuto il suo peso politico sul territorio pontino, orientando anche in concreto l’azione politica sul territorio di riferimento, essendosi così assicurato, soprattutto attraverso il tesseramento, un bacino di voti a suo favore». E ancora, a sostegno dell’impianto accusatorio: «...le indagini compiute restituiscono l’immagine plastica di un soggetto che ha sistematicamente piegato la pubblica funzione rivestita al perseguimento di interessi privati». Tra meno di un mese l’udienza in Cassazione.

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