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Il caso

Abusata dal patrigno, l'inchiesta è al bivio

La vittima lo aveva denunciato poi aveva ritrattato: una vendetta, non mi ha dato i soldi per andare a Ponza

Abusata dal patrigno, l'inchiesta è al bivio

Aveva dichiarato che la sua era stata una vendetta, un gesto quasi di impeto;  a innescare la scintilla sarebbe stato un secco no.  Aveva denunciato il patrigno,  un impiegato di 53 anni residente a Latina  per il reato di  violenza sessuale. Il motivo?  Non gli aveva dato i soldi, poco più di cento euro, per andare a Ponza per un giorno con il fidanzato. Lo aveva detto lei davanti al giudice.  La denuncia era stata presentata a quanto pare dopo un litigio.  

Il patrigno era stato indagato a piede libero e lo scorso novembre la parte offesa, una ragazza di origine sudamericana,  era stata ascoltata in Tribunale nel corso dell’incidente probatorio e davanti alle domande del giudice per le indagini preliminari Paolo Romano e del pm Giorgia Orlando,  aveva ritrattato, offrendo una nuova versione dei fatti.


Adesso la Procura di Latina ha chiuso l’inchiesta e ha notificato l’avviso di conclusione indagini nei confronti dell’indagato accusato di violenza sessuale aggravata dal vincolo parentale e dalla minore età della parte offesa. E’ difeso nel procedimento dall’avvocato Carmela Massaro. Non è escluso che possa chiedere di essere ascoltato dal magistrato inquirente oppure  possa presentare delle memorie difensive per puntare alla richiesta di archiviazione.

Tra i documenti ci sono molti messaggi tra lui e la parte offesa dove la ragazzina le ha scritto che gli vuole tanto bene e che non voleva fare la denuncia. I messaggi sono circoscritti in un breve arco di tempo e gli ultimi risalgono a  poche settimane fa. Sarà poi la Procura a decidere in un secondo momento se presentare la richiesta di archiviazione oppure chiedere il rinvio a giudizio e quindi in questo caso sarà fissata la data dell’udienza preliminare. 

Lo scorso novembre si era svolto un incidente probatorio in Tribunale.  I fatti - come riportato nelle carte dell’inchiesta - sono avvenuti nel capoluogo pontino. La ragazza era stata ascoltata in modalità protetta,  assistita dalla psicologa Gabriella Errico e in oltre due ore aveva ricostruito tutto.  Secondo l’accusa la parte offesa sarebbe stata toccata e palpeggiata dal patrigno nelle parti intime per quattro anni  da quando era minore ma al termine della deposizione in aula è emerso invece che non erano palpeggiamenti ma sarebbero state delle carezze e dei gesti di affetto - come sostenuto dalla vittima -  senza alcun risvolto di natura sessuale.


Proprio il giorno che si era svolto l’incidente probatorio in Tribunale, al termine dell’audizione  la ragazza era andata via insieme all’uomo. Erano abbracciati. Nei giorni scorsi la Procura ha inviato l’avviso di conclusione indagini, gli accertamenti sono conclusi e l’inchiesta è a un bivio.

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