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Il fatto

Processo Tiberio, «testimoni istruiti prima dell’udienza»: le intercettazioni sull’inquinamento del dibattimento

Nell’ordinanza del gip Mara Mattioli ricostruiti i contatti tra Armando Cusani, il factotum Giuseppe Di Lelio e i testi accompagnati in Tribunale a Latina: «Dovete dire che non l’avete mai visto».

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Il tentativo di inquinare il dibattimento del processo «Tiberio» cui fa riferimento il gip Mara Mattioli nell’ordinanza sulla contestata corruzione attorno al Comune di Sperlonga, è cristallizzato nell’informativa dei carabinieri a supporto di quest’ultima inchiesta. Un intero capitolo descrive ciò che accadde prima dell’escussione di due testimoni sentiti al processo sugli appalti che vede come principale imputato il sindaco Armando Cusani. Ed è proprio lui che si interessa direttamente di istruire i testi perché non dicano la verità in aula.

In un caso specifico il factotum di Cusani, Giuseppe Di Lelio detto Ciccillo accompagnò i testimoni in Tribunale a Latina il giorno dell’udienza in cui furono sentiti. Ecco come furono «preparate» le testimonianze per l’udienza dibattimentale del 26 ottobre 2021, nella quale i testi citati dovevano rispondere circa l’effettivo utilizzo di un appartamento di via Valle a Sperlonga da parte di Massimo Pacini, imputato per corruzione, il cui prezzo sarebbe stato, appunto, la casa gratis. Ebbene il 9 settembre la teste Pallisco Maria (alias Anna Di Vito) dice a Giuseppe Di Lelio che le è stata notificata la citazione per l’udienza del 26 ottobre e gli chiede come organizzarsi e chi la deve accompagnare in Tribunale. Il successivo 12 ottobre anche il teste Luigi Cariello riceve la citazione e informa anch’egli Giuseppe Di Lelio e chiede come organizzarsi per andare in udienza. Giuseppe Ciccillo Di Lelio in un colloquio con Cariello afferma: «....devi dire le stesse cose che hai detto a suo tempo». Luigi Cariello ribatte: «E io non mi ricordo niente capito? ». Di Lelio gli dice che si sentiranno un paio di giorni prima e si organizzeranno per andare insieme. Il giorno seguente (13 ottobre 2021) Di Lelio e Cusani sono insieme in macchina e parlano di questa storia dei testimoni. Cusani dice: «bisognerebbe andarci a parlare un po’ prima... digli (intendendo Ciriello) tu hai mai visto Fraccazzo da velletri (cioè Massimo Pacini)?... l’hai mai visto entrare qua? No! quello deve rispondere.. neghiamo sempre... aggiungere pure qualcosa in questo senso è meglio di no». In seguito Cusani raccomanderà a Di Lelio di organizzarsi per «accompagnarli in Tribunale». Così sarà: il 24 ottobre 2021 Di Lelio chiama i testi, si organizza per andare a prendere anche l’altro testimone, Fernando Conte, e quest’ultimo chiede a Di Lelio-Ciccillo cosa dovrà riferire all’udienza ed è preoccupato che gli possano fare altre domande che lo mettano in difficoltà. Di Lelio gli dice che deve riferire la verità e ossia che non ha mai visto Pacini in quell’appartamento. Stesso copione per il teste Giuseppe Russo che in una telefonata a Di Lelio dice: «... ma io mi sono scordato tutto, mi vengo a fare una passeggiata a Sperlonga e ne parliamo...» . Di Lelio risponde: « ... come vuoi...no lì quella persona lì non è mai... come vuoi, vieni qua a Sperlonga e ne parliamo sì». Alla fine il giorno del processo Giuseppe Di Lelio accompagnerà con la sua auto in Tribunale a Latina Maria Pallisco, Fernanda Iannitti, Fernando Conte e altri andranno con Roberto Cuomo. Si legge nell’informativa: «... durante il viaggio Di Lelio da precise indicazioni su cosa rispondere alle domande del pm, ossia che non hanno mai visto Massim Pacini occupare quell’immobile». Riferendosi al sostituto procuratore Valerio De Luca, pm al processo, Giuseppe Di Lelio dice: «... tanto quello ti deve fare la stessa domanda che ti ha fatto e basta... quella persona non l’avete mai vista... il succo è questo qui.. se magari il pubblico ministero vi farà altre domande potete dire non lo so, non mi ricordo... io so solo che questa persona non l’abbiamo mai vista.. basta!... se chiede: ma sai se qualche volta... NO mai mai mai... dovete dire assolutamente no... ». Finita l’udienza i gruppo torna a casa e commenta in auto come è andata. Fernando Conte dice che a lui il pm ha fatto delle domande specifiche sull’intestazione delle bollette ma «Di Lelio lo rassicura dicendo che il pm è un cre...o e quelle domande non erano pertinenti»! Il 28 ottobre però qualcosa scricchiola: non era andata così bene, nonostante la «preparazione».

E infatti Roberto Cuono riferisce che le testimonianze erano andate malissimo perché i testi si erano imbrogliati e non ricordavano cosa dichiarare. Ma cosa c’entra l’autista Roberto Cuomo con tutta questa storia? In passato era operaio specializzato del Comune ed rimasto un uomo di fiducia a quanto pare.

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