Il fatto
24.02.2026 - 07:00
Un broker finanziario di cinquant’anni è svanito nel nulla, beffando più di dieci clienti che gli avevano affidato i loro risparmi per compiere investimenti in borsa. O almeno una decina sono le persone che hanno formalizzato la denuncia contro di lui, nei mesi scorsi, una volta che ha chiuso l’ufficio e non ha fatto sapere più niente dei capitali intascati, perché non è escluso che possa essere più corposa la lista delle persone truffate. Del caso si stanno occupando gli investigatori della Sezione Operativa del Gruppo di Latina della Guardia di Finanza, che hanno raccolto le denunce e hanno già avviato un’indagine.
Il meccanismo messo in piedi dal cinquantenne per procacciarsi i clienti sembra essere stato studiato con la volontà di sottrarre i capitali rastrellati nel corso del tempo, somme anche ingenti. Il cinquantenne prometteva investimenti che garantivano guadagni sicuri, offrendo il pagamento periodico degli interessi generati dalla sua attività finanziaria, a fronte della restituzione finale del capitale investito. C’è chi gli ha consegnato decine di migliaia di euro, qualcuno persino somme vicine ai 100.000 euro.
A quanto pare il broker era riuscito a guadagnare la fiducia di molti investitori, probabilmente grazie anche al passaparola, perché il sistema per un certo periodo sembrava avere una sostenibilità. Ovvero per un certo periodo il cinquantenne ha versato, a ciascun cliente, delle piccole somme di denaro con cadenza mensile che, a detta sua, dovevano rappresentare gli interessi promessi all’inizio, quando aveva ricevuto i capitali da investire. Cosa abbia fatto realmente con tutti i soldi ricevuti non è ancora chiaro, i finanzieri stanno lavorando proprio per ricostruire i suoi movimenti bancari e gli investimenti, fatto sta che a un certo punto ha smesso di inviare denaro ai clienti e ha tagliato qualsiasi contatto con loro, arrivando anche al punto di chiudere l’ufficio nel centro di Latina utilizzato per un certo periodo come sede di rappresentanza della sua società.
Alla luce di come sono andate le cose, il sistema si è tenuto in piedi fino a quando il broker è riuscito a trovare i nuovi clienti che gli affidavano nuovi capitali da investire e gli garantivano, così facendo, il flusso di denaro necessario per pagare gli interessi dei primi investitori. Uno schema strautilizzato per le frodi in campo finanziario, destinato però a crollare su se stesso perché, a quanto pare, non era sostenuto da veri investimenti, tantomeno da operazioni sicure in borsa che potessero assicurare all’intermediario un flusso di cassa continuo. Insomma, da quando l’ufficio ha chiuso i battenti una decina di clienti hanno deciso di formalizzare una denuncia, documentata con i bonifici effettuati in favore del cinquantenne, ma anche con le transazioni dei movimenti bancari effettuati dallo stesso broker in loro favore per un certo periodo.
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