Il fatto
25.02.2026 - 08:08
Un messaggio vocale circolato in fretta da una chat di gruppo all’altra, attraverso l’applicazione WhatsApp, ha creato nei giorni scorsi un allarme, che si è rivelato infondato, sulla possibilità che alcune persone avessero cercato di rapire uno o più bambini. A oggi non può che essere considerata una fake news, una bufala ingigantita dal tenore del messaggio e da un passaparola che ha innescato ipotesi, diventate troppo velocemente delle certezze, in realtà rivelatesi essere notizie infondate. Basti pensare che lo stesso vocale prima ha circolato tra le chat di gruppo dei genitori di alcune scuole di Terracina, poi ieri lo stesso fenomeno si è registrato a Latina, ma con il medesimo vocale che, a quanto pare, sarebbe stato inviato da una donna che vive in un’altra provincia laziale.
Per di più lo stesso allarmismo si è vissuto, proprio in questi giorni, anche tra Cassino e Sora.
L’autrice dell’audio allude a un tentativo di rapimento finito male, per opera di persone che avrebbe finto di essere andati a prendere un bambino perché i genitori di quest’ultimo avevano avuto un incidente. Poi nello stesso audio parla di un altro tentativo di rapimento successo nei pressi di un fast food di un’importante catena di franchising, sventato dall’intervento della madre del bambino. Prima di tutto, di questi episodi non ne sono a sconoscenza le forze di polizia della provincia di Latina. Ma soprattutto lo stesso messaggio ha circolato in diverse città del basso Lazio, quindi non si tratta altro che di una bufala contestualizzata dalla sola paura dei genitori.
Nel territorio pontino la psicosi ha coinvolto prima di tutto la comunità terracinese, dove si trova un punto vendita del fast food citato nell’audio. Tant’è vero che i gestori del locale hanno dovuto fare una smentita attraverso la loro pagina Instagram. Ieri quindi il vocale ha iniziato a circolare tra le chat di gruppo a Latina, dove però non è presente un punto vendita della catena di fast food. Ma l’allarme ha circolato ugualmente perché man mano che l’audio passava da uno smartphone all’altro, qualcuno ha iniziato a ipotizzare il nome dell’asilo dove si era verificato il tentativo di rapimento.
Tant’è vero che nel capoluogo pontino l’audio sta girando insieme a un messaggio di testo nel quale si precisa che i due episodi narrati dall’autrice del vocale si sarebbero consumati in un asilo alle porte della città e in un fast food di una città vicina, dove effettivamente si trova un locale di quella stessa catena.
In realtà si tratta solo di allarmismo. Né a Terracina, né a Latina, si sono verificati episodi di questo genere.
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