Cerca

Il caso

Gaeta, scontro legale sull’ospizio

La Pida srl ha chiesto al Tar di Latina di riconoscere il silenzio assenso sul permesso a costruire. Il Comune, alla vigilia dell’udienza, si è detto pronto ad adempiere

Elezioni dei commercialisti, ricorso al Tar dell'Ordine di Latina

La realizzazione della casa di riposo a Calegna oltre ad animare il dibattito politico resta al centro di un complesso procedimento giudiziario davanti al Tar di Latina. Per ieri mattina era fissata l’udienza di merito. Come è noto, la società, che ha presentata il progetto l’8 giugno 2021, ossia la Pida Immobiliare srl, ha chiamato in causa il Comune per ottenere il riconoscimento del silenzio-assenso, per il mancato rilascio del permesso a costruire, da parte del Seap, lo sportello unico delle attività produttive. Alla vigilia dell’udienza, però,  il Comune ha comunicato alla Pida Immobiliare di essere pronto a quantificare  gli oneri concessori che il privato deve versare per ottenere il permesso a costruire dopo la firma di una convenzione.

L’udienza è stata quindi rinviata per la decisione finale al 26 marzo. L’amministrazione ha approvato il 24 agosto 2024 una variante al Prg vigente trasformando l’area su cui dovrà sorgere la casa di riposo da zona  S (scuola) in zona F (edilizia sanitaria).  Provvedimento che fu accompagnato da mille polemiche sollevate dall’allora consigliere comunale di maggioranza, Massimo Magliozzi. L’ex sindaco eccepì sulla cessione (nel 2020) da parte del Comune  alla Pida Immobiliare di un lotto di terreno che ha consentito di raggiungere il  lotto minimo necessario.

E infatti Magliozzi ha votato contro la delibera, rilasciando dichiarazioni di fuoco e nei giorni successivi. Il cambio di destinazione urbanistica fu molto criticato dalla minoranza perché quella zona doveva restare un polo scolastico.  Il consiglio comunale che diede via libera per la modifica diede mandato all’allora dirigente del dipartimento Seap di «provvedere ai successivi adempimenti in ordine al prosieguo del permesso a costruire». Per altro verso la Pida srl già nel 2022 si era rivolta al Tar per le mancate risposte del comune al suo progetto. Adesso chiede il permesso a costruire con silenzio assenso ma il contenzioso pare superato con l’ultima comunicazione dell’amministrazione.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione