Cerca

Il caso

Corruzione a Cisterna, il gip: ad ognuno il suo tornaconto personale

Il giudice motiva le esigenze cautelari mettendo in rilievo i vantaggi ottenuti dagli indagati

Corruzione a Cisterna, il gip: ad ognuno il suo tornaconto personale
Ognuno aveva un tornaconto personale, «Sia nel silenzio che nella fattiva collaborazione». Lo scrive a chiare lettere il gip del Tribunale di Latina Barbara Cortegiano quando motiva le esigenze cautelari nell’ordinanza notificata  agli indagati dell’inchiesta sulla corruzione arrivata all’ombra del Comune di Cisterna. Tempesta, bufera giudiziaria, tzunami, c’è l’imbarazzo della scelta per descrivere la portata dei fatti che  si sono abbattuti martedì mattina quando il gip ha disposto per il dirigente all’Urbanistica Luca De Vincenti, per il consigliere provinciale e comunale a Cisterna Renio Monti gli arresti domiciliari e per altri due indagati, gli architetti Domenico Monti e Eleonora Boccacci, gli obblighi di firma.  Sono due i capi di imputazione contestati: quello relativo ad una tangente per uno store da costruire in corso della Repubblica a Cisterna e l'altro relativo all’ampliamento della superficie pari al 25% del sito Califano.  
Nel caso di Domenico Monti   dalle intercettazioni è emerso che era consapevole degli abusi edilizi nel sito produttivo della Califano Carrelli:  «Per legge non avrebbero mai permesso di procedere con l’approvazione  della pratica di ampliamento richiesto ma nonostante ciò ha fatto finta di nulla e ha consigliato di fare le foto da allegare alla pratica in modo che non si vedesse l’abuso», osserva il giudice. Nell’ambito delle indagini condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza sono emersi dei contatti «plurimi e frenetici» tra Renio Monti,  Domenico Monti e altre persone  per risolvere questioni di natura amministrativa in Comune.
«Sono circostanze che fondano il concreto pericolo di reiterazione del reato». Per quanto riguarda Luca De Vincenti, dirigente all’Urbanistica:  «ha mostrato di veicolare istanze per lavori edilizi rivolte al Comune di Cisterna sulle quali per il ruolo ricoperto di Dirigente  poteva influire». Il gip aveva respinto la richiesta di arresti domiciliari per i due imprenditori. Per David D’Ercole, amministratore unico della 3Heads srl, secondo il magistrato si è trattato di un episodio isolato necessitato dalla volontà di risolvere uno stallo della procedura che andava avanti da tempo. Per fare questo l’indagato ha colto le sollecitazioni dei funzionari comunali e si è affidato allo studio Monti e a quanto pare sembrava l’ unica strada ma ad una condizione, lasciare chi aveva fatto il primo progetto che però si era arenato.  D’Ercole - ha osservato il gip  - a differenza degli altri indagati non sembrerebbe ben inserito in quel contesto di malaffare, si  è scontrato con quei meccanismi illeciti salvo poi arrivare a un accordo.
 «Il patto corruttivo doveva essere blindato»,  rimarca il giudice, il funzionario del Comune che aveva suggerito Monti a D’Ercole si era accertato che l’imprenditore avesse rimosso il precedente professionista. «Stai solo tu?». La risposta di Monti è secca: «Sto solo io», e il funzionario del Comune indagato a piede libero. « Eh va bene, hanno recepito bene».
Non c’è  il pericolo di reiterazione del reato per l’imprenditore Gabriele Califano.  «Le modalità del fatto evidenziano una condotta connotata da occasionalità e circostanziata in quel singolo contesto spazio temporale».  Nel caso che riguarda l’ampliamento della superficie del 25% che ha portato agli arresti domiciliari il dirigente dell’Urbanistica De Vincenti e agli obblighi di polizia giudiziaria l’architetto Eleonora Boccacci, il gip nell’ordinanza mette in rilievo che le conversazioni relative alla pratica in favore della Califano sono andate avanti in maniera costante.
«I due indagati possono vantare conoscenze all’interno del Comune di Cisterna attraverso le quali sono concretamente in grado di influenzare l’agire pubblico amministrativo in favore dei propri interessi e a dispetto della correttezza e del buon andamento della pubblica amministrazione».
L’indagine  molto complessa affonda le radici in  una vicenda riguardante l’approvazione di un programma di intervento integrato del Comune di Cisterna a vantaggio di una società immobiliare che portava all’attivazione di una capillare attività investigativa dalla quale emergevano riscontri su un giro di corruzioni di pubblici ufficiali in servizio in Comune a Cisterna da parte di alcuni imprenditori.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione