Il caso
27.02.2026 - 07:30
Al via tra pochi giorni, il prossimo 13 marzo, l’udienza preliminare davanti al giudice del Tribunale di Latina Giuseppe Cario per la rivolta in carcere a Latina. I fatti contestati dalla Procura risalgono a fine ottobre. Gli imputati sono: Mattia Spinelli, 21 anni, ritenuto uno dei leader dello spaccio di droga nel quartiere dei palazzi Arlecchino, Matteo Baldascini, 23 anni, Nico Mauriello, 26 anni, conosciuto come Spadino, sono tutti di Latina. Erano stati colpiti dalla misura restrittiva firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Mara Mattioli che aveva accolto le risultanze investigative del pubblico ministero Valentina Giammaria, titolare del fascicolo. Erano stati indagati a piede libero nell’inchiesta e sono imputati nel corso dell’udienza preliminare: Octavian Marius Nedelcu, 44 anni, residente a Sezze, Giuseppe Marcellino, 31 anni, residente ad Aprilia, Francesco Manauzzi, 21 anni residente a Latina. «In concorso tra loro mediante violenza, minacce e resistenza all’esecuzione degli ordini impartiti iniziavano a battere con forza contro cancelli e inferriate accompagnando queste azioni con urla come forma di protesta in merito alla decisione della Direzione dell’Istituto Carcerario», è riportato nelle carte dell’inchiesta. Era stato il gip ad emettere tre provvedimenti restrittivi eseguiti lo scorso dicembre. Sulla scorta degli elementi raccolti nel corso delle indagini è stata contestata nei confronti di Baldascini, Spinelli e Mauriello l’aggravante di essere i promotori della rivolta. Nei confronti di Mauriello viene contestato anche l’incendio, insieme agli altri indagati, della cella del carcere e il danneggiamento di alcuni beni, tra cui tavoli, sgabelli e un televisore, «lanciandoli all’esterno e impedendo in questo modo di somministrare una terapia farmacologica ad altri detenuti». L’importo totale dei beni distrutti è pari a 1480 euro. La rivolta sarebbe scoppiata dopo la decisione dell’amministrazione penitenziaria di non concedere l’apertura delle celle durante le ore diurne. Contestata la partecipazione con atti di violenza e minaccia agli agenti in servizio, lesioni personali e danneggiamenti da incendio. Tra le minacce indirizzate ad un detenuto: «Se parli ti uccidiamo». Il giudice nel provvedimento restrittivo aveva sostenuto che gli indagati: «Hanno manifestato totale indifferenza verso qualsiasi forma di controllo e monito da parte delle autorità ed anzi la loro volontà era quella di pretendere una sorta di totale impunità e un controllo assoluto nel carcere». Nel procedimento le parti offese sono il Ministero della Giustizia e un agente. Tra le fonti di prova raccolte: le immagini del sistema di videosorveglianza, l’informativa di reato della casa circondariale di Latina. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Gaetano Marino, Massimo Frisetti, Alessandro Righi, Alessia Vita, Adriana Anzeloni, Riccardo De Mauri. Intanto per il 15 aprile è fissata la data dell’udienza in Corte di Cassazione per la posizione di Mattia Spinelli.
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