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Il fatto

Immigrazione clandestina, il dominus dell'attività è di Aprilia

Dieci indagati a Crotone: richiesti 93 nulla osta per lavoro subordinato, permettendo l’ingresso illegale di migranti che poi facevano perdere le proprie tracce

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La Polizia di Stato di Crotone ha notificato avvisi di conclusione delle indagini preliminari a 10 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di reati riguardanti l'immigrazione clandestina e la pubblica amministrazione.

L'indagine, condotta dalla Digos e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha ricostruito un presunto sistema per facilitare l'ingresso e la permanenza irregolare di cittadini stranieri in Italia eludendo le norme.


Due persone, denunciate in concorso tra loro, risultano indagate per favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina perché avrebbero agevolato l'ingresso illegale di numerosi migranti; mentre un avvocato è stato denunciato con l'accusa di aver agevolato l'ingresso e la permanenza sul territorio nazionale di tre cittadini extracomunitari.
Un'altra persona invece, denunciata per favoreggiamento personale, avrebbe provato ad aiutare uno degli indagati a eludere le indagini, dopo aver acquisito informazioni da un'altra persona indagata, a sua volta, per il reato di rivelazione di segreto d'ufficio.


Un filone di indagine - spiegano gli investigatori - riguarda alcuni dipendenti della Prefettura di Crotone. Tra questi un funzionario e un dipendente dello Sportello unico immigrazione i quali, attraverso il rilascio dei permessi di soggiorno richiesti, in concorso tra loro, avrebbero commesso il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di tre cittadini stranieri. Coinvolti nell'inchiesta anche i tre cittadini stranieri beneficiari delle presunte condotte illecite. Le notifiche sono state eseguite anche fuori dalla provincia di Crotone in collaborazione con le Questure di Latina, Terni e Bologna.


L’inchiesta della Digos si è incentrata sull'attività della “Eco Green Management”, società formalmente di proprietà del trentunenne Tommaso Iannuzzi (nato a Cariati e residente a Bologna), ma gestita di fatto dal cinquantunenne Peppino Petrone (nato a Crotone e residente ad Aprilia), considerato il vero “dominus” delle operazioni. Tra il 2023 e il 2024, i due avrebbero richiesto per ben 93 volte il nulla osta per lavoro subordinato, permettendo l’ingresso illegale di migranti che, una volta in Italia, facevano perdere le proprie tracce eludendo i controlli previsti dalla legge.

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