Il fatto
02.03.2026 - 12:00
Inizia l’anno scolastico, entra in classe, insegna per mesi. Poi arriva una comunicazione ministeriale che cambia tutto: quel lavoro, per lo Stato, non è mai esistito. È la vicenda che coinvolge una docente cinquantenne di Cisterna, inserita nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze grazie a due lauree conseguite in Romania. Titoli che le avevano consentito l’accesso all0insegnamento di Storia dell’Arte alle superiori e Disegno e Storia dell’Arte alle medie. La procedura di riconoscimento era stata avviata nel 2020.
Nel frattempo la docente era stata regolarmente inserita nelle graduatorie e, nell’agosto 2025, aveva ottenuto un incarico da otto ore settimanali all’Istituto Comprensivo di Cori. Attività didattica svolta regolarmente fino al 19 novembre, quando il Ministero dell’Istruzione, con una nota ha rigettato le istanze di riconoscimento dei titoli esteri. Da quel momento scattano l’esclusione dalle graduatorie e l’annullamento del contratto. Le ore già svolte restano valide solo sotto il profilo economico: la docente è stata retribuita, ma l’attività non produce effetti giuridici né ai fini della carriera né dell’anzianità di servizio o pensionistica.
A dicembre l’Ufficio Scolastico Provinciale di Latina ha formalizzato la cancellazione dalle GPS, delegando i dirigenti scolastici alla risoluzione di eventuali ulteriori rapporti di lavoro. Attraverso i propri legali l’insegnante ha presentato ricorso d’urgenza al Tar del Lazio chiedendo la sospensione del provvedimento e il reintegro temporaneo in cattedra. La Terza Sezione Bis ha però respinto l’istanza, ritenendo, a un primo esame, non infondato il diniego ministeriale e giudicando articolate le motivazioni dell’amministrazione.
Il collegio ha inoltre evidenziato possibili criticità procedurali: la mancata notifica a controinteressati potenzialmente danneggiati da un eventuale reinserimento in graduatoria e il possibile difetto di giurisdizione per la parte relativa al rapporto di lavoro, che potrebbe spettare al giudice ordinario. Le spese sono state compensate, segnale della complessità della materia. Resta però il dato concreto: la docente, dopo mesi di lezione, resta fuori dalla scuola. Una vicenda che riapre il tema, sempre più diffuso, del riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero e dell’incertezza che continua a gravare su centinaia di insegnanti precari sospesi tra graduatorie, ricorsi e decisioni amministrative capaci di azzerare, da un giorno all’altro, anni di attese e di lavoro.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione