Il caso
03.03.2026 - 08:00
C’è anche una famiglia di Aprilia a vivere ore di forte apprensione a Dubai, mentre il Medio Oriente è attraversato da una nuova, grave escalation militare. Susan Coluzzi, insieme al marito Alessandro Pauselli e alle figlie, si trova negli Emirati Arabi Uniti per una vacanza che si è trasformata in un’esperienza segnata dalla paura e dall’incertezza.
A raccontarlo è la stessa Susan in un lungo post sui social, nato per ringraziare le tante persone che, dall’Italia, hanno scritto alla famiglia dopo le notizie delle esplosioni e delle operazioni militari nella regione. «Noi stiamo bene – scrive – ma in alcuni momenti veniamo fatti collocare in zone più protette dell’hotel, anche in locali interni, quando sentiamo esplosioni o il passaggio di droni». La famiglia alloggia in una struttura di Dubai che, come molte altre, ha attivato protocolli di sicurezza rafforzati per gli ospiti.
Il ringraziamento va in particolare alle autorità locali: «Mi sento di dire grazie al Governo emiratino, che ci sta tutelando in ogni modo possibile. Il popolo è gentile, pronto all’aiuto, ci sentiamo protetti». Parole che restituiscono il clima di calma apparente che si respira in città, nonostante la tensione resti alta.
Il contesto è quello di una crisi che coinvolge direttamente l’Iran e che ha riacceso i timori di un allargamento del conflitto nell’area del Golfo. Negli ultimi giorni, attacchi, minacce incrociate e operazioni militari hanno riportato l’attenzione su una regione strategica, dove basi militari, rotte commerciali e grandi centri urbani convivono in un equilibrio fragile. Gli Emirati Arabi Uniti, pur non essendo teatro diretto di combattimenti, hanno innalzato il livello di allerta, rafforzando i sistemi di difesa e le misure di protezione civile.
Nel messaggio di Susan emerge però anche un appello diretto all’Italia: «Abbiamo paura, una fottutissima paura. E chiediamo che l’Italia faccia qualcosa. Non riportate a casa solo i potenti: qui ci sono famiglie intere, ragazzi, persone comuni. Abbiamo lo stesso diritto». Un grido che dà voce a molti connazionali presenti nell’area, tra turismo, lavoro e studio, e che guardano con ansia all’evolversi della situazione. E che ovviamente fa riferimento al rimpatrio del ministro della Difesa Guido Crosetto, che si trovava anche lui a Dubai al momento dell’attacco degli Usa all’Iran, in vacanza con la famiglia. L’esponente del Governo è rientrato in Italia con un volo militare, mentre i familiari sono rimasti negli Emirati.
La loro storia è una delle tante che, in queste ore, raccontano il volto civile di una crisi internazionale: quello di chi, lontano da casa, vive l’attualità della guerra tra sirene, notifiche di allerta e la speranza che la diplomazia riesca a fermare l’escalation prima che il conflitto si allarghi ulteriormente.
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