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Il fatto

"Avevo fame e ho rubato le bici", confessa in aula nel corso del processo

Il processo per direttissima per un 35enne. Sabato l'inseguimento della Polizia per le strade del centro

"Avevo fame e ho rubato le bici", confessa in aula nel corso del processo
«Avevo fame e per questo motivo ho rubato». E’ quello che ha detto in aula l’uomo di origine marocchina di 35 anni, residente a poca distanza da Latina, arrestato sabato dalla Polizia al termine di un rocambolesco inseguimento in bicicletta dalla zona del centro commerciale Latina Fiori fino al centro della città. Deve rispondere dell’accusa di furto aggravato. 
Nel corso dell’operazione la Polizia ha sequestrato anche una borsa con alcune cesoie e altri arnesi considerati da scasso ritrovati addosso all’uomo che in aula ha ammesso gli addebiti contestati.  Ieri si è svolto il processo per direttissima in Tribunale - davanti al giudice monocratico Elena Sofia Ciccone -  ed è comparso il 35enne,  difeso dall’avvocato Giovanni Codastefano. In base a quanto è emerso l’uomo che  vive in Italia da diversi anni, sabato pomeriggio, poco prima delle 17 ha rubato una bicicletta elettrica del valore di oltre mille euro.
Immediatamente è scattato l’allarme al numero di emergenza del 112 fino a quando il presunto responsabile non è stato bloccato dagli agenti della Squadra Volante -  impegnati nei servizi di controllo del territorio per la prevenzione dei reati - ed è stato fermato.  Non era solo ma insieme ad un complice che ha fatto perdere le tracce ed è svanito. 
Il 35enne è stato portato in Questura per tutti gli accertamenti del caso e una volta avvisato il pubblico ministero di turno è stato disposto l’arresto.
Ieri in Tribunale si è svolto il processo per direttissima, il giudice ha disposto la convalida dell’arresto e alla fine il legale dell’uomo ha chiesto i termini a difesa e il processo è stato rinviato al prossimo 13 aprile, la difesa punterà su un rito alternativo come il giudizio abbreviato beneficiando in questo modo della riduzione di un terzo della pena. Nei confronti dell’uomo come misura restrittiva sono stati disposti gli obblighi di firma. 

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