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L'udienza

Violenza sessuale, chiesti 16 anni per la caposala del Goretti e l'altro imputato

La Procura chiede il massimo della pena per l’infermiera e per un 45enne di Velletri: contestate le aggravanti della minore età e della produzione di materiale pedopornografico

Violenza sessuale, chiesti 16 anni per la caposala del Goretti e l'altro imputato

"È orribile quello che hanno fatto". È quello che ha detto il pubblico ministero Maria Perna che ha chiesto la condanna a 16 anni di reclusione per l'infermiera dell'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, in carcere dallo scorso giugno per violenza sessuale. Stessa richiesta per un 45enne di Velletri, anche lui accusato dello stesso reato. Contestata l'aggravante della minore età della parte offesa vittima degli abusi oltre che la produzione di materiale pedopornografico.

Stralciata la posizione di una donna, la moglie del 45enne, assistita dall'avvocato Paolo Benedetto Faralli che sarà processata dal Collegio Penale del Tribunale di Latina il 16 aprile, il processo si svolgerà con il rito ordinario.

Oggi in aula - davanti al gup Ilaria Tarantino - si è svolto il processo. Dopo che è stata respinta la richiesta di rito abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica, ha discusso il magistrato inquirente che ha ricostruito i fatti chiedendo per i due imputati il massimo della pena. Il processo a Roma riprende il 31 marzo quando è previsto l'intervento della parte civile rappresentata dall'avvocato Luigi Pescuma che assiste il minore e poi sono previste le arringhe del collegio difensivo composto dagli avvocati Renato Archidiacono e Carmela Massaro. Erano presenti i tre imputati e l'infermiera ha rilasciato spontanee dichiarazioni: ha detto che è cresciuta con sani principi morali e subito dopo al termine del suo intervento ha pianto. L'inchiesta era stata condotta dalla Squadra Mobile di Latina e il gip aveva emesso tre ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite lo scorso giugno.

I fatti contestati sono avvenuti tra febbraio e marzo del 2025. In un caso - secondo l'accusa - l'infermiera sarebbe stata istigata a realizzare il video dove il minore avrebbe subito abusi sessuali e sarebbe stato narcotizzato. Contestata in questo caso la minorata difesa. Nel corso delle indagini gli investigatori avevano ascoltato i colleghi dell'infermiera, è emerso che nell'ultimo periodo aveva cambiato atteggiamento sul luogo di lavoro.

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