Centro commerciale in Q3, per il nuovo Riesame c'è da aspettare fino a giugno
Difficoltà nella composizione del collegio dopo la decisione della Cassazione. Per la Procura il complesso è illegittimo, per il Comune è tutto in regola e i negozi lavorano
I tempi lunghi della giustizia e l’ambiguità dell’amministrazione comunale continuano a tenere in vita il centro commerciale realizzato all’angolo tra via del Lido e la statale Pontina su un’area con destinazione turistico ricettiva. A distanza di un mese circa dal deposito delle motivazioni con le quali la Corte di Cassazione ha annullato il precedente dissequestro deciso dal Tribunale del Riesame di Latina, ritendo che non sia una ripetizione del precedente sequestro dichiarato nullo, è stata fissata finalmente l’udienza per la nuova valutazione del sequestro finalizzato alla confisca adottato il 5 aprile scorso dal giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli, ma bisognerà attendere fino al 23 giugno per il nuovo Riesame della misura cautelare reale da parte del collegio penale del capoluogo. A incidere nei ritardi, sarebbero state le difficoltà riscontrate nella composizione del collegio con quei giudici che non hanno mai trattato la vicenda in precedenza.
Intanto le medie strutture di vendita continuano a esercitare come se nulla fosse, nonostante l’inchiesta della Procura e l’indagine dei carabinieri forestali del Nipaaf abbiano fatto emergere le «palesi irregolarità degli atti amministrativi adottati dal Comune - come commentava il giudice Mattioli in un passaggio del sequestro riabilitato dalla recente pronuncia della Cassazione - proseguendo il Comune ad emettere determine illegittime anche li 13 settembre 2024, con conseguente consolidamento della lesione dell’interesse protetto dalla normativa urbanistica in caso di libera disponibilità delle opere». Senza dimenticare che l’amministrazione aveva già ignorato quanto osservato dalla stessa Corte di Cassazione quando si era pronunciata sul primo sequestro, poi superato dal secondo adottato per la nuova contestazione dei reati di lottizzazione abusiva e violazioni paesaggistiche, ovvero quando i giudici del Palazzaccio avevano annotato: «È sufficiente osservare come l’illegittimità del progetto presentato fosse talmente evidente e macroscopica da poter essere rilevata anche da non addetti ai lavori».
Del resto, valutando la legittimità del sequestro, più volte la Suprema Corte ha ritenuto illegittima la procedura autorizzativa del centro commerciale. Prima di tutto perché, nonostante l’originale eliminazione del vincolo alberghiero, l’area resta destinata a strutture turistico ricettive e il commercio, norme tecniche attuative del Ppe alla mano, non possono superare del 30% la destinazione prevalente. Inoltre a fronte di un progetto unitario, ideato e realizzato con servizi comuni, il complesso è stato spacchettato in tre medie strutture di vendita per aggirare la classificazione in centro commerciale che avrebbe comportato l’esame della Regione Lazio, quindi tempi più lunghi e quote maggiori di oneri e standard urbanistici. Oltretutto il parcheggio è stato realizzato inglobando una particella destinata a verde e la struttura invade la fascia di rispetto dalla Pontina. Insomma, tutte le violazioni che configurano la lottizzazione abusiva, alle quali si aggiunge l’abbattimento del bosco preesistente senza la necessaria autorizzazione. A questo si aggiunge poi la mancata autorizzazione di due dei tre accessi del centro commerciale previsti nel progetto autorizzato, perché irregolari, superata con l’apertura di altri due passi carrabili altrettanto illegittimi, ma ritenuti validi dal Comune al momento di autorizzare l’avvio degli esercizi commerciali. Perché nel silenzio imbarazzante della politica, l’ufficio tecnico del Suap non ha fatto altro che assecondare gli interessi del privato, portare avanti l’operato del l’ex dirigente e del funzionario citati a giudizio insieme al titolare della società che ha realizzato il complesso e alla progettista. Anzi, il funzionario imputato è sempre al suo posto, nello stesso Suap.