Il caso
09.03.2026 - 11:30
Lo striscione davanti al parco Falcone e Borsellino
Le nove di ieri mattina, sui social circola da un po’ un’immagine scattata all’alba sembra frutto dell’intelligenza artificiale. Da non credere. E’ uno striscione choc, delirante, affisso sulla cancellata del Parco Comunale Falcone Borsellino verso via Filzi. Un messaggio per attaccare le conquiste ottenute dalle donne. L’area verde è chiusa per lavori di ristrutturazione da quasi due anni, con la riapertura annunciata per fine marzo.
Qualcuno ha affisso lo striscione ieri mattina presto o forse nella notte, poco dopo le dieci lo striscione è stato tolto. Non è un caso la scelta del giorno, in occasione della Festa Internazionale della Donna. C’era scritto: «Donna quanto ti abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato», firmato I nativi. Resta da capire chi ci sia dietro la firma comparsa qualche tempo fa su un altro striscione sui lavori al Parco Comunale: «Ha fatto prima il duce a costruire una città che voi a ristrutturare un parco».
Dopo che ha iniziato a circolare la foto lo striscione è stato rimosso insieme ad un altro su un’altra cancellata del Parco Comunale: «Il patriarcato esisterà finché lo accetterete». Sul caso indaga la Digos per risalire agli autori. Profondo sdegno e indignazione. Ovunque. Il Comune di Latina prende le distanze. Lo mette in evidenza la sindaca Matilde Celentano: «Non rappresenta in alcun modo i valori della nostra comunità. In una giornata simbolica come l’8 marzo, dedicata alla dignità, ai diritti e al rispetto delle donne, messaggi di questo tipo risultano inaccettabili e da condannare in quanto offensivi. A Latina il ruolo delle donne trova una testimonianza concreta di impegno e non solo con il primo sindaco donna, ma anche per le numerose donne di valore che, in diversi ambiti istituzionali e della vita pubblica, contribuiscono ogni giorno con impegno e competenza alla crescita della comunità. La nostra comunità non può riconoscersi in messaggi che, anche in forma provocatoria o ironica, evocano con nostalgia modelli culturali fondati sulla subordinazione delle donne o sul cosiddetto patriarcato».
Sono arrivate molte reazioni. «Questi messaggi mettono in discussione il valore dell’equità rischiano di rappresentare un passo indietro verso una società capace di rispettare ogni persona. Costruire una società più equa è responsabilità di tutte e tutti», osserva Lorenzo Munari Presidente della Croce Rossa Italiana Comitato di Latina.
La Cgil Latina Frosinone sottolinea la gravità: «Un oltraggio alla dignità delle donne e ai valori di uguaglianza, libertà e rispetto che dovrebbero essere alla base della nostra convivenza civile. Un atto vile compiuto nel giorno simbolo delle lotte e delle conquiste». Il Partito Democratico di Latina evidenzia che il messaggio è disgustoso: «Il patriarcato è la radice di discriminazioni, soprusi, disuguaglianze e violenze che le donne continuano a subire ogni giorno.
Che tutto questo accada nella giornata simbolo delle lotte, dei diritti e della libertà delle donne rende il fatto ancora più grave. Latina merita rispetto non questa miseria culturale». Interviene Latina Bene Comune e la segretaria Elettra Ortu La Barbera: «Condanniamo senza se e senza ma il gesto. Non è il momento di giocare con le parole, non è rispettoso per le vittime di violenza e per le donne che continuano a subire gli effetti del patriarcato sulla loro pelle. Patriarcato che è ancora vivo ed è presente nei gesti, nelle parole e nei numeri della disuguaglianza tra uomini e donne. Non basta dire che siamo tutti contro il patriarcato - osserva Lbc - ci vogliono azioni che dimostrino di volerlo sconfiggere e mettano tutte le donne nella condizioni di sentirsi sicure, libere e indipendenti. Non daremo visibilità a quello striscione - conclude la nota - preferiamo pensare a quello che scriveremo insieme a tutte e a tutti voi».
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