Il caso
10.03.2026 - 08:41
Devono essere un po’ maledetti da qualcuno gli abiti usati che vengono depositati nei contenitori di Latina.
Tra i circa quaranta creditori indicati per l’inserimento nel fallimento c’è anche il Comune di Latina, rappresentato dall’avvocato Francesco Cavalcanti, che deve percepire oltre centomila euro, somma corrispondente all’aggio che la coop aveva garantito per la raccolta di abiti usati. Una percentuale da calcolare in base al peso degli indumenti raccolti negli appositi contenitori nell’ambito della raccolta differenziata.
Le domande di insinuazione al fallimento dovranno essere esaminate nell’udienza del 23 marzo prossimo ma al momento non è chiaro se i soldi dell’aggio dovessero effettivamente essere versati al Comune oppure alla società in house Abc che si occupa di tutto il servizio dei rifiuti in città.
La liquidazione della cooperativa è stata avviata dal curatore del fallimento della Rau, l’avvocato Federica Croce.
Gli indumenti venivano depositati dai cittadini in appositi contenitori e poi ritirati dalla coop che in base al peso doveva versare il relativo aggio, ma questo flusso si è interrotto in concomitanza con la crisi aziendale e all’inizio del 2026 l’amministrazione comunale si è trovata con una serie di fatture mensili non saldate, che adesso costituiscono la prova utile ad insinuarsi nel fallimento per cercare di recuperare quella somma.
Quasi tutti i 40 creditori sono altrettanti Comuni del Lazio che si trovano nelle medesime condizioni in quanto la coop Rau era uno dei pochi soggetti sul territorio in grado di garantire questo tipo di servizio e di inserire gli indumenti usati nella filiera dello smaltimento e del riciclo.
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