I fatti
12.03.2026 - 09:53
E’ un uomo piccolo e malato quello che cerca di spiegare al giudice e al pubblico ministero che lui è «solo come un cane» e che «l’unica ad aiutarmi era Vanessa»; quest’ultima è stata la sua badante fino a giugno del 2024 e nel processo in corso è accusata di rapina, estorsione e lesioni, reati per i quali fu arrestata. La giovane donna assisteva l’anziano di Lenola con evidenti problemi psichici, ieri infatti ha reso testimonianza assistita; ha riposto alle domande del pubblico ministero ripetendo più volte che non ha mai avuto problemi con Vanessa e che la considerava come una figlia, l’unica che gli preparasse da mangiare e che in alcune occasioni aveva anche rifornito di legna la sua abitazione alla periferia del paese.
Quanto contenuto nella denuncia depositata presso i carabinieri il 14 giugno 2024 è un contesto molto diverso; secondo quanto sottoscritto allora la giovane badante gli chiedeva con insistenza del denaro, al punto che la sera del 13 giugno sarebbe andata a casa sua molto tardi, lo avrebbe picchiato in testa e la mattina successiva sarebbero andati insieme a prendere dei soldi. Circostanze non confermate dalla parte offesa, che ha detto che la badante era l’unica a prestargli attenzione, mentre le sorelle che abitano nella zona non lo avrebbero mai cercato.
L’anziana vittima delle presunte estorsioni ha anche riferito che qualche volta faceva dei regali alla badante, maglie o sigarette, oppure contanti (venti euro); ha aggiunto che avevano festeggiato insieme un compleanno. Il difensore della badante, l’avocato Arcangelo Peppe, ha chiesto all’uomo quali fossero i rapporti con la badante prima della denuncia nonché se la ragazza fosse invisa agli altri familiari, tanto che alcuni mesi prima dell’episodio denunciato erano arrivati a cacciarla dall’abitazione dell’anziano.
Il pubblico ministero, rappresentato dal sostituto procuratore Giuseppe Aiello, ha anche chiesto all’uomo se risultava vero che lui avesse interessi sessuali per la badante e se le avesse proposto di avere rapporti, ma anche su questo le risposte sono state praticamente ripetitive: «Le volevo bene come una figlia». Sullo sfondo di questa vicenda c’è un contesto di profondo degrado sociale, legato anche ad una storia di cronaca che ha riguardato l’anziano sentito ieri mattina, una vicenda di molti anni fa.
L’uomo vive da solo, con l’assistenza di badanti cambiate ripetutamente; non può provvedere alle mansioni minime e anche la sua presenza in Tribunale ieri ne ha mostrato tutte le fragilità. Lui stesso ha fornito un quadro complessivo nel quale sarebbero maturati i fatti
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