In arrivo la decisione
20.03.2026 - 09:00
L'ex vicesindaco Secci con l'avvocato Archidiacono
Discussa davanti ai giudici della quarta sezione della Corte d’Appello di Roma la richiesta di ricusazione nei confronti del gip Giuseppe Cario, presentata dall’ex vicesindaco di Sabaudia Gianni Secci, agli arresti domiciliari per il caso chioschi. L’inchiesta contesta la turbativa d’asta per l’assegnazione di cinque postazioni che risalgono alla scorsa estate. I giudici si sono riservati e nelle prossime ore si conoscerà la decisione in merito alla richiesta presentata dall’avvocato Renato Archidiacono che assiste Secci. L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, a seguito dell’interrogatorio preventivo, aveva pienamente retto al Tribunale del Riesame ed erano rimaste inalterate le esigenze cautelari. Era stato il pm Giuseppe Miliano, nell’ambito di una indagine dei Carabinieri del Nipaaf della Forestale e della tenenza della Guardia di Finanza di Sabaudia, a chiedere le ordinanze di custodia cautelare. I provvedimenti erano stati eseguiti lo scorso 17 febbraio. Il Riesame aveva valutato anche le posizioni dei due dirigenti Elisa Cautilli e Giuseppe Caramanica e aveva riformato l’ordinanza e disposto per entrambi la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del servizio di pubblico dipendente per un anno. «L’istanza di ricusazione - aveva detto l’avvocato Archidiacono quando era stata presentata - non è per fatti di natura personale ma per fatti di natura tecnico processuale».
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