Il racconto
26.03.2026 - 08:30
Dalla mattina alla sera. La paga cinque euro e cinquanta centesimi all’ora. Il racconto del lavoro nelle campagne dell’Agro Pontino tra Borgo Santa Maria e Borgo Bainsizza è un viaggio che accompagna in un mondo sconosciuto fino a quando non è esploso quasi tre anni fa il caso di Satnam Singh.
La ricostruzione in aula di un bracciante agricolo chiamato come testimone è una lunghissima strada, la stessa che lo ha portato dall’India in Italia e a Latina, passando per la Romania, l’Austria, il Veneto e poi Latina, dove ha raccolto cocomeri, zucchine, fiori di zucca. In alcuni momenti della deposizione il testimone si contraddice rispetto a quello che aveva dichiarato durante le indagini, in altre invece è sicuro.
«Ci tolsero 25 euro dallo stipendio a ottobre del 2023 perché ci avevano detto che avevamo lavorato male». Il giovane indiano ha descritto nel dettaglio un giorno da bracciante agricolo nell’azienda degli imprenditori Renzo e Antonello Lovato, imputati per caporalato. La deposizione è durata tre ore, è stata lunga, a tratti difficile davanti al giudice monocratico Clara Trapuzzano Molinaro, al Procuratore Aggiunto Luigia Spinelli, al pubblico ministero Marina Marra. «Sono arrivato a Latina l’otto settembre del 2023 e sono andato a vivere a Borgo Sabotino -ha raccontato - vivevo insieme ad altri ragazzi indiani. Pagavo cento euro al mese, eravamo in quattro. A ottobre ho lavorato da Renzo Lovato, iniziavo alle 7 di mattina fino alle 5 del pomeriggio, quasi tutti i giorni, alcuni giorni facevamo riposo. Lavoravo anche la domenica dalle 7 fino a mezzogiorno, sempre in base a quello che c’era da fare. Dipendeva dal lavoro - ha aggiunto durante la sua deposizione con l’aiuto di un interprete - è capitato anche di aver lavorato per un mese e mezzo di fila tutti i giorni e poi ho avuto i giorni di riposo. La mattina facevamo una pausa di dieci minuti intorno alle 9, mangiavamo qualcosa che ci eravamo portati da casa. Lo stipendio mi veniva dato da Renzo Lovato, la persona che ho riconosciuto nell’album fotografico».
Il bracciante agricolo ha lavorato da settembre del 2023 fino a novembre dello stesso anno e poi ha ripreso a giugno del 2024, pochi giorni prima della morte di Satnam. «A settembre del 2023 avevo guadagnato 800 euro, a ottobre l’importo era minore. Mi hanno tolto 25 euro, questo era successo non soltanto a me ma anche ad altri colleghi, ci hanno tolto dei soldi perché dicevano che lavoravamo male. Non abbiamo fatto nulla e non abbiamo reagito, non sapevamo parlare l’italiano, siamo rimasti zitti». Quali erano le condizioni nell’azienda?
«Non sono mai stato visitato da un medico, ricordo che dopo la morte di Satnam ho avuto paura e non ho avuto più contatti con il datore di lavoro e ho smesso di lavorare. Avevamo paura che qualcuno potesse fare del male, ho pensato al datore di lavoro oppure alle forze dell’ordine che ci potevano incolpare per qualcosa». Sono state diverse le versioni offerte su come abbia conosciuto Satnam Singh. Ad una precisa e diretta domanda del giudice l’uomo ha cercato di chiarire: «Quando sono arrivato in Italia l’ho incontrato per la prima volta nella Chiesa indiana a Cisterna. A trovare lavoro mi ha aiutato Gora a settembre del 2023 mentre a giugno del 2024 ho contattato Satnam».
Il testimone ha aggiunto una circostanza che per la difesa ha un peso: «Avevamo i bagni - ha detto poi rispondendo alle domande dei legali dei Lovato - c’era l’acqua, il water e il lavandino, i bagni erano uno a 15 minuti di distanza e l’altro a tre, quattro minuti, in base a dove si trovavano andavano in bagno e chiedevano di andare a un collega di cui non ricordo il nome. Ho utilizzato i bagni e funzionavano». Il testimone è stato sottoposto alle domande, dell’accusa, della difesa, oltre che del giudice anche della parte civile. Un lungo viaggio di tre ore, faticoso, quasi quanto il lavoro che ha descritto in aula.
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