Il fatto
26.03.2026 - 10:30
Inizia venerdì 27 marzo a cura della Pgb srl di Roma la vendita degli immobili residui dell’ex centro intermodale di Latina Scalo. Si tratta di due porzioni valutate dal consulente Felice D’Alessandro per un importo totale di due milioni e 115mila euro ed è questa la base d’asta per la quale si cerca oggi un acquirente. In caso di mancata offerta ci sarà un secondo incanto il prossimo 22 maggio con base di circa 1,7 milioni di euro e infine una terza asta per un milione e 300mila euro il 17 luglio. Gli immobili in vendita risultavano esclusi dalla precedente procedura di alienazione con incanto, aggiudicata ad Antonio Aumenta a novembre 2025.
Si tratta nello specifico di una frazione dell’immobile che la società Slm (partecipata per la quasi totalità delle quote dal Comune di Latina) affidò con un contratto di superfice, stipulato presso il notaio Giuseppe Coppola il 22 novembre 2001, alla società DRS srl con il fine di «consentire la realizzazione di un magazzino a temperature controllate e un raccordo ferroviario». C’è poi una terza frazione che è un fondo intercluso ed è nella disponibilità della società fallita, quindi oggi della curatela rappresentata da Gianfranco Arpea e Francesco Mercuri.
Il punto è che su entrambe le frazioni di patrimonio immobiliare di Slm sono stati riscontrati molti problemi. A cominciare dal contratto della DRS verso la quale è ancora da accertare il credito di cui dovrebbe essere beneficiaria la curatela della fallita Slm; DRS non ha pagato i canoni del contratto di superfice e per questo dovrebbe anche risarcire il danno economico che ha impattato sui conti della defunta società partecipata.
C’è stato già un tentativo di mediazione finito senza esito e i curatori hanno annunciato azioni legali di recupero dei crediti nella relazione presentata nei giorni scorsi al giudice Tiziana Tinessa. Peraltro è stato anche difficile quantificare l’effettivo importo dei canoni non pagati in quanto «è risultato pregiudiziale l’esito delle verifiche solo recentemente terminate in relazione al fascicolo edilizio».
Le prossime mosse annunciate dalla curatela riguardano la massima valorizzazione del compendio immobiliare residuo, dunque si spera in una vendita senza eccessivi ribassi, come invece è avvenuto per l’altra porzione, nonché in «eventuali azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori, dei liquidatori e dei sindaci, previa attività di verifica e approfondimento in ordine a eventuali profili gestori rilevanti».
Come si sa la Slm spa è fallita per istanza del Monte dei Paschi di Siena, che aveva concesso il mutuo fondiario a luglio del 2004.
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