Latina, consultazione pubblica
27.03.2026 - 08:30
Ventimila metri quadrati di edifici vuoti, spazi da ridare alla città tra verde, nuove pavimentazioni e assi urbani da rigenerare, priorità su ambiti chiave come Mercato annonario, Palazzo M, Piazza San Benedetto, area ex Autolinee. E guardando alla Fondazione l’ipotesi di una sinergia per creare nuove strutture culturali. Sono questi i punti importanti emersi dall’incontro pubblico “L’urbanistica incontra la città, il piano del centro”, secondo appuntamento sul masterplan del centro storico di Latina, firmato da Alfonso Femia, Francesco Romagnoli ed Emilio Ranieri. Dopo la prima consultazione del 5 marzo, progettisti, cittadini e ordini professionali si sono confrontati sulle strategie per rigenerare la città.
Alfonso Femia, architetto, coordinatore del piano e presente in collegamento, ha chiarito subito ruolo e possibilità del documento: «Non è uno strumento urbanistico vincolante, ma un canovaccio di confronto e condivisione. Serve all’amministrazione per valutare scenari di sviluppo, identificare azioni puntuali e procedere per step integrandosi con gli strumenti urbanistici già esistenti».
Secondo Femia, il masterplan offre una visione di insieme, spesso assente nelle strategie urbane, e permette di guardare a Latina definendo vocazione, priorità e aree tematiche. Può diventare anche la base per lanciare concorsi mirati, coinvolgendo giovani progettisti e promuovendo visioni intergenerazionali, e favorendo un approccio pubblico-privato. Il sindaco Matilde Celentano ha ribadito gli obiettivi principali del masterplan: valorizzare il patrimonio architettonico rendendolo vivo e fruibile, riconnettere gli spazi con corridoi verdi e mobilità dolce, restituire spazio alle persone con piazze e parchi, e sostenere commerci e attrattività turistica. Tra gli interventi prioritari, la rigenerazione di Piazza San Benedetto, modello per il Centenario del 2032, e la riqualificazione del Palazzo delle Poste. L’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio ha sottolineato la necessità di proiettare Latina al 2032 in maniera positiva e propositiva, con interventi tecnici su verde urbano, pavimentazioni e assi da rigenerare. L'assessore ha anche annunciato che un buco nero ormai storico del centro, Palazzo Porfiri, vedrà finalmente i lavori previsti entro fine anno, segnando finalmente l’avvio della ristrutturazione. Enrico Feracci, dell’Ordine degli Ingegneri, ha richiamato l’attenzione sulla governance: «Gestire processi complessi significa seguire tutte le fasi, dall’allocazione delle risorse economiche alla progettazione, per costruire un processo virtuoso e sostenibile».
Massimo Rosolini, ex presidente dell’Ordine degli Architetti, ha ricordato i limiti del passato: concorsi rimasti lettera morta, piani di recupero senza visione complessiva. “Oggi il masterplan deve offrire trasparenza, coerenza e cornice di riferimento, riportando centralità al centro storico che si svuota, tra chiusura di attività e crisi delle funzioni. La città non deve essere solo luogo burocratico, ma vivo e funzionale per cittadini e imprese”. L’attuale presidente degli architetti Teresa Alvino ha spiegato che la consulta dell’Ordine ha partecipato attivamente e che ci saranno altri incontri tematici sulle varie parti del centro. «Il masterplan è uno strumento di idee e confronto» ha aggiunto Massimo Passamonti, componente del Cda della Fondazione Latina 2032. La Fondazione favorirà il confronto aprendo scenari per la futura destinazione culturale degli edifici. Il filo conduttore emerso dall’incontro è stato chiaro: partire da concorsi e progettazioni pilota per dare concretezza alle teorie, trasformando le idee in interventi tangibili per spazi oggi vuoti e degradati. L’obiettivo, che è anche la sfida più difficile, è evitare che il masterplan rimanga un documento sulla carta, confinato a parole e rendering, e trasformarlo invece in strumento operativo, capace di incidere sulla vita quotidiana della città.
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