Il caso
31.03.2026 - 08:30
Era nell’aria, quasi un passo dovuto. Nelle scorse ore in Comune a Cori, sono tornati i militari del Nipaaf dei Carabinieri Forestali.
In quell’assise la presidente del Consiglio ha annunciato le dimissioni dalla carica di presidente e la remissione nelle mani del sindaco De Lillis, della delega alle Attività Produttive. Dalla prossima riunione siederà da “semplice” consigliera nei banchi della maggioranza.
E’ proprio il caso della villa della sua famiglia - formalmente di proprietà del marito - ad aver alimentato negli ultimi anni, una parte del duro scontro proprio tra maggioranza e minoranza. Lei, e il sindaco - visto che di fatto la maggioranza consiliare sul punto non ha mai proferito parola - hanno tentato a lungo di mantenere la vicenda privata, privata. Ma come la stessa ex presidente ha ammesso, «progressivamente si è spostata sul piano politico e questo ha contribuito a creare un clima sempre più teso, a tratti avvelenato».
Tensioni e scontri che sembrano però aver avuto effetti anche su una parte della macchina amministrativa. Sì perché il proprietario della villa ha naturalmente deciso di impugnare l’ordinanza del precedente dirigente - a cui poco dopo è stata tolta la delega all’Urbanistica nell’ambito di una importante rimodulazione dei Settori - che disponeva l’abbattimento dell’abuso.
In quella causa il Comune ha deciso di non costituirsi per difendere tale atto e la nuova dirigente ha prodotto documenti e atti che il collegio intero del Tar non ha solo ritenuto insufficienti, ma talmente carenti e contraddittori da ritenere necessario chiedere all’autorità giudiziaria penale di verificare si vi si possono leggere anche dei reati.
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