I fatti
31.03.2026 - 09:30
Condanna confermata in Corte d’Appello a Roma alla pena di quattro anni e sei mesi, nonostante la richiesta di assoluzione della Procura generale, nei confronti di Sabri Gharssaloui, 23enne di origine tunisina, accusato di una tentata rapina nel quartiere Nicolosi a Latina ai danni di un Kebab gestito da due pachistani che si trova all’angolo tra via Marchiafava e via Corridoni.
La difesa dell’imputato, rappresentato dall’avvocato Nicolò Giglio, aveva impugnato la condanna di primo grado emessa dal Collegio penale del Tribunale di Latina presieduto dal giudice Elena Nadile. Ieri a Roma si è discusso il processo di secondo grado e a fronte di una richiesta di assoluzione della difesa e della richiesta di assoluzione del Procuratore generale che aveva chiesto la condanna soltanto per il reato di lesioni, alla fine i giudici si sono pronunciati. Confermata la condanna. Anche l’altro imputato - il cui iter processuale è stato diverso ed era stato processato scegliendo il rito abbreviato - era stato condannato alla pena di quattro anni e sei mesi. Erano stati gli agenti della Squadra Mobile di Latina a ricostruire i fatti e a risalire ai presunti responsabili.
In un primo momento era stato contestato il reato di tentato omicidio, poi derubricato in tentata rapina e lesioni aggravate. In base alla ricostruzione raccolta dagli investigatori, un gruppo di tunisini aveva discusso animatamente con un gruppo di pachistani che lavorano nell’attività commerciale e in poco tempo la tensione era salita alle stelle ed era nata una rissa. Il 35enne aveva impugnato una bottiglia rotta e un pachistano di 21 anni era rimasto ferito riportando un trauma cranico e una ferita al collo.
Al vaglio degli inquirenti - coordinati dal pubblico ministero Simona Gentile - anche i filmati tra cui uno di uno smartphone di un residente della zona che aveva ripreso alcune fasi della tentata rapina. Come riportato nelle carte dell’inchiesta: «In concorso con altre persone rimaste ignote ha iniziato a minacciare la vittima. «Tanto tu i soldi li hai», è una delle frasi pronunciate, e lo ha colpito con una bottiglia per prendere il marsupio che la parte offesa aveva a tracolla». I fatti contestati erano avvenuti il 6 gennaio del 2024 alle 18,50 quando il personale della Polizia era intervenuto sul luogo della segnalazione a causa di una violenta aggressione a due cittadini pachistani.
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