Il caso
03.04.2026 - 15:30
Diventa sempre più complicato il percorso per realizzare la nuova scuola Gramsci nei terreni ex Canebi di via Tiberio. Il Tar di Latina, con la sentenza del 1° aprile 2006, ha infatti accolto il ricorso dei proprietari delle aree interessate (tramite usucapione), annullando la deliberazione di Giunta del 3 febbraio 2017 che approvava il progetto preliminare per il nuovo plesso scolastico, nonché la successiva delibera del Consiglio comunale del 9 marzo 2017 per l’adozione della variante al Prg, che trasformò la zona da verde pubblico a zona F1 (servizi collettivi), per consentire la costruzione della scuola.
Sottolineando inoltre come i ricorrenti abbiano acquistato il diritto di proprietà sulle aree a titolo originario, in forza di usucapione ventennale accertata dalla sentenza del Tribunale di Latina, pubblicata l’11 maggio 2015. «La circostanza non è contestata dal Comune (costituito nel presente giudizio), sebbene risulti dai provvedimenti gravati – continuano i giudici – che l’ente locale avesse impugnato la detta sentenza del Tribunale di Latina mediante opposizione di terzo».
Per questo motivo il Tar di Latina ha accolto il ricorso, con conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati nelle parti d’interesse dei ricorrenti, ossia nelle aree che erano di loro proprietà alla data di adozione delle due deliberazioni.
Una grana non da poco per il Comune di Aprilia, anche se un epilogo di questo tipo era piuttosto atteso e prevedibile, visto che già in passato i pronunciamenti sulla vicenda erano stati sfavorevoli all’ente di piazza Roma. Al punto che, negli anni scorsi, qualcuno ipotizzò di realizzare la nuova Gramsci in un altro terreno della città, una proposta che all’epoca si scontrò con l’irremovibilità dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Terra. Resta adesso da capire che strada vorrà seguire la Commissione straordinaria: se insistere nel progetto in via Tiberio appellando la sentenza del Tar, oppure se cercare un terreno alternativo dove poter costruire il nuovo istituto comprensivo, atteso da oltre dieci anni dagli alunni della Gramsci.
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