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Il caso

Uccise Federico, resta in carcere e niente domiciliari per Sacco

Respinta la richiesta di scarcerazione per il pirata della strada accusato di omicidio stradale

Uccise Federico, resta in carcere e niente domiciliari per Sacco

Resta in carcere Gioacchino Sacco, il pirata della strada di 48 anni originario di Aquino  e residente a Terracina,  imputato per la morte di Federico Salvagni, il 16enne di Latina investito e ucciso dalla Lancia Ypsilon condotta dall’imputato. Pesante l’accusa contestata: omicidio stradale con l’aggravante dell’omissione di soccorso. L’automobilista non si era fermato per prestare i soccorsi ed era scappato. E’ stato il giudice monocratico del Tribunale di Latina Roberta Brenda a respingere la richiesta presentata dalla difesa di Sacco che chiedeva una misura cautelare meno afflittiva per il proprio assistito anche per motivi di salute: nella richiesta, la difesa sostiene che il 48enne è cardiopatico e ha il diabete. Secondo il magistrato che ha rigettato l’istanza, alla luce delle gravi condotte contestate e della personalità dell’imputato,  l’unica misura adeguata è quella del carcere, «del massimo rigore».

Ha aggiunto che: «Sussiste il pericolo di inquinamento probatorio, il pericolo di fuga e di reiterazione del reato. Ha dimostrato insensibilità alle prescrizioni imposte», ha scritto il giudice riferendosi a quando aveva violato gli arresti domiciliari. Nella decisione il magistrato ha messo in rilievo che l’auto guidata da Sacco era sprovvista di copertura assicurativa, non aveva la  revisione e  che il conducente a cui era stata tolta la patente,  ha mostrato un comportamento poco collaborativo. E’ gravato inoltre da diversi precedenti penali.  La richiesta è stata presentata nei giorni scorsi in Tribunale dove il 9 aprile inizierà il processo ed è prevista la prima udienza nei confronti del 48enne. La notte di Ferragosto ha investito e ucciso Federico Salvagni, 16 anni di Latina, a piedi insieme al fratello gemello e a un amico. Sacco alla guida di una Lancia Y era scappato nell’oscurità, alcune ore dopo era stato arrestato.  I familiari di Federico Salvagni sono assistiti dagli avvocati Riccardo Amadei, Vittorio Palamaneghi del Foro di Roma, i familiari dell’altro minore coinvolto e rimasto ferito nell’incidente sono assistiti dall’avvocato Michelangelo Curti.  Sacco è difeso dall’avvocato Fernando Maria Pellino.


Il giudice  lascia in carcere il 48enne: respinta anche la richiesta di nominare un perito per accertare l’incompatibilità con il regime carcerario

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