La tragedia sulla Migliara 48
04.04.2026 - 07:30
Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Latina si fanno sempre più serrate nel tentativo di chiudere il cerchio in pochi giorni. Ne sono trascorsi quattro dall’efferato omicidio dell’80enne Giuseppe Pirani, trovato cadavere martedì pomeriggio nel podere di famiglia sulla Migliara 48, a poche centinaia di metri dall’incrocio con l’Appia, nel territorio di Pontinia. Il corpo, riverso in un capanno, martoriato dalle coltellate, la più devastante alla gola. Sarà il responso dell’esame autoptico a chiarire il numero esatto dei fendenti inferti durante quello che, sin da subito, è apparso come un vero e proprio “raptus di follia” che non ha lasciato scampo all’anziano agricoltore, ed ex operaio, che a Pontinia era noto anche per i trascorsi da assessore e consigliere e per essere figlio di Primo, sindaco negli anni Cinquanta.
Gli inquirenti, dopo aver escluso la sera stessa del delitto l’ipotesi di una rapina finita male, hanno subito messo sotto la lente le persone più vicine a Giuseppe, quei parenti con cui non erano mancati dissapori per i beni di famiglia, compreso il podere di campagna che la vittima raggiungeva spesso per dedicarsi alla cura della terra e per sbrigare altri lavoretti. L’attenzione dei carabinieri - che hanno anche raccolto le testimonianze degli amici dell’80enne - continua a concentrarsi, però, sulla cerchia dei familiari più stretti e quindi a partire dal figlio Davide, il 50enne che ha lanciato l’allarme e che con il padre, come sapevano in tanti a Pontinia, si era scontrato spesso arrivando pure alle mani.
Di certo c’è che una delle voci che si sta facendo sempre più insistente in città, tra chi conosceva la famiglia Pirani, è quella che vorrebbe alla base della tragedia una richiesta di soldi respinta dall’anziano: un «no» perentorio, pagato a caro prezzo, davanti a qualcuno che li voleva a tutti i costi e che non ha accettato il diniego.
Per questo si continua a scavare a fondo nelle vite delle persone più vicine alla vittima in cerca di un problema grave, o comunque serio, da risolvere col denaro.
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