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Il caso

Ex idrovora abbandonata, degrado e vandali nell’area della cascata

Struttura pubblica nel degrado tra rifiuti e arredi distrutti: cittadini segnalano lo stato di incuria in un’area di grande valore storico e naturalistico

Ex idrovora abbandonata, degrado e vandali nell’area della cascata

L’ex Idrovora di Villa San Vito, a Monte San Biagio, versa da anni in uno stato di abbandono e di degrado. A segnalarci la situazione sono alcuni cittadini, attraverso alcune foto che rivelano lo stato in si trova la struttura pubblica a ridosso della cascata. Una delle porte d’accesso ormai è aperta e all’interno ci sono i resti delle precedenti gestioni, come gli arredi, ma anche rifiuti. Uno spreco per uno spazio pubblico che fu ristrutturato con fondi della collettività, ma dopo alcuni periodi di affidamento ad associazioni di promozione culturale la vecchia struttura è finita in condizioni di abbandono.

Eppure l’ex Idrovora si trova in un luogo di pregio sia storico che naturalistico, mai rilanciato del tutto dalle amministrazioni locali. Basti pensare che oltre alle caratteristiche della cascata stessa, questa si trova a ridosso della sughereta che si sviluppa su un’area di trecento ettari ed è classificata come area di interesse naturalistico, l’unica esistente in Italia con alberi di alto fusto. Tra l’altro la zona di Villa San Vito è un luogo ricco di storia, perché un tempo ospitava un villaggio, andato distrutto cinquecento anni fa, dove gli storici collocano il luogo di nascita dell’imperatore romano Servio Sulpicio Galba.

L’area della cascata è stata più volte oggetto di atti vandalici nel corso degli anni, episodi che hanno contributo a peggiorare la condizione di abbandono. Tra l’altro l’ex Idrovora versa in condizioni strutturali degradate, che richiederebbero un nuovo intervento di ristrutturazione, vanificando quanto venne fatto in passato. Insomma, finora non sono bastati i tentativi di recuperare la zona con una serie di iniziative socio culturali, perché la struttura e lo spazio verde circostante non riescono a conoscere la valorizzazione che meritano.

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