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Il fatto

Rifiuti da pesca nell’area portuale: sequestro e denuncia della Guardia Costiera

I materiali erano stati illecitamente accatastati in un’area demaniale marittima e risultavano in gran parte riconducibili all’attività locale di pesca

Rifiuti da pesca nell’area portuale: sequestro e denuncia della Guardia Costiera

Deposito incontrollato di rifiuti speciali all’interno dell’area portuale. È quanto accertato giovedì 9 aprile 2026 dal personale della Guardia Costiera di Terracina nel corso di un ordinario servizio di controllo sul territorio.

Secondo quanto ricostruito dai militari, i materiali erano stati illecitamente accatastati in un’area demaniale marittima e risultavano in gran parte riconducibili all’attività locale di pesca. Il quantitativo complessivo è stato stimato in circa 50 metri cubi, conferiti in violazione della normativa ambientale.

Al termine degli accertamenti, la Guardia Costiera ha proceduto al sequestro penale e preventivo dell’area interessata e dei rifiuti rinvenuti, deferendo alla competente Autorità Giudiziaria di Latina il presunto responsabile dell’illecito, individuato quale soggetto responsabile dell’area concessa.

Resta ora al vaglio della polizia giudiziaria e dell’Autorità Giudiziaria la natura e la validità dei provvedimenti amministrativi che regolano l’utilizzo dello spazio portuale interessato, nell’ambito degli ulteriori approfondimenti investigativi in corso.

L’attività rientra nei controlli portati avanti dalla Guardia Costiera di Terracina sotto il coordinamento del Centro di Controllo Ambientale Marino della Direzione Marittima del Lazio, con l’obiettivo di contrastare i reati ambientali e prevenire situazioni di degrado nelle aree costiere.

La persona indicata nel procedimento è da considerarsi presunta responsabile fino a eventuale sentenza definitiva, in base al principio di presunzione di innocenza.

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