Formia, giudiziaria
11.04.2026 - 10:00
C’è un indagato per favoreggiamento nel procedimento sul’omicidio di Luigi Magrino. Un risvolto le cui verifiche sono ancora nella fase iniziale.
Nel registro degli indagati è finito P.D.M., una figura molto legata all’assassino, Giancarlo Pagliaro, e alla famiglia di quest’ultimo. Una persona che, secondo gli investigatori, potrebbe sapere molte più cose di ciò che finora avrebbe detto e spiegato. In sostanza avrebbe favorito in qualche modo Pagliaro nel commettere il delitto oppure nei momenti immediatamente successivi all’omicidio. Il delitto di Luigi Magrino resta, sotto tanti aspetti, ancora avvolto dal mistero ed è tuttora introvabile la pistola utilizzata da Pagliaro. Il nuovo indagato è un parente del titolare dell’area di servizio Agip, dove Magrino è stato ucciso il 28 aprile del 2025. Secondo la prima versione dei fatti l’attuale indagato era giunto sul posto mentre Pagliaro stava sparando contro Magrino.
Una versione subito apparsa poco coerente con i fatti, soprattutto con la presenza di sangue sulla Panda con cui l’uomo giunse sul luogo del delitto. Infatti, secondo la Procura, la presenza di quel sangue testimonia che l’indagato per favoreggiamento si sarebbe affiancato alla Jeep in cui si trovavano Magrino e Pagliaro prima degli spari; quando Pagliaro avrebbe esploso i colpi contro il suo amico Luigi, il sangue sarebbe schizzato anche all’esterno colpendo la vettura dell’altra persona. Durante i rilievi eseguiti dagli investigatori, subito dopo il delitto, la Panda fu localizzata in una posizione diversa, ben distante dalla Jeep di Magrino.
Perché fu spostata? Il proprietario, allora, affermò di essere passato lì per caso, di essere entrato nel distributore per cose sue e di essere intervenuto in aiuto di un’altra persona che tentava di tirare fuori dalla Jeep Pagliaro, che si accaniva sul corpo di Magrino. Durante gli interrogatori, però, sempre il nuovo indagato riferì di aver incontrato, qualche ora prima del delitto, proprio Giancarlo Pagliaro, il quale gli avrebbe detto che si stava recando al distributore Agip per incontrare Magrino. Pagliaro appariva ottimista perché, disse, Magrino aveva finalmente sbloccato una polizza di oltre mezzo milione di euro. Le indagini hanno accertato che l’assassino effettuò una videochiamata di 20 secondi sull’utenza telefonica di P.D.M., circa un’ora prima dell’omicidio.
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